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Consigli di lettura, 3.

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  • Consigli di lettura, 3.

    La crittografia si divide, essenzialmente, in due settori, interdipendenti l'uno dall'altro. La crittografia "classica" è quella che risale ai primi messaggi cifrati, prodotti, quasi essenzialmente, per fini politici o guerreschi, a partire, almeno, dagli antichi Greci e fino all'invenzione dei calcolatori più rudimentali. Alla crittografia "classica" appartengono anche tutte le prove letterarie o linguistiche volte alla formazione di un linguaggio artificiale incomprensibile, se non ai possessori della "chiave" di esso o, al contrario, di una lingua universalmente parlabile da tutti gli uomini della terra (prova, questa, della quall'Esperanto è un esempio non troppo riuscito, ma emblematico).
    La crittografia "moderna" (o "contemporanea"), risalente al XX secolo, riguarda, invece, quasi essenzialmente i sistemi informatici di crittografia di dati segreti e/o sensibili. Dalle informazioni dei servizi segreti, ai dati guerreschi, alle "semplici" codifiche dei sistemi bancari e del "Bancomat".
    I sistemi informatici hanno enormemente ingigantito le possibili applicazioni crittografiche, facendo passare quest'arte, però, ad un livello scientifico sempre più sofisticato e trasferendo le sue caratteristiche da un ambito umanistico ad un ambito informatico.
    La crittografia "classica", ai nostri tempi, può riverberarsi, sminuita e ridotta a semplice (ma intelligente) passatempo, nell'enigmistica.

    I migliori testi utili per l'approfondimento della questione.

    Per la cosiddetta crittografia "informatica", essenziali sono:

    - Bruce Schneier, Niels Ferguson, Crittografia pratica, Apogeo, Milano, 2005;

    - Paolo Ferragina, Fabrizio Luccio, Crittografia. Principi, algoritmi, applicazioni, Bollati Boringhieri, Torino, 2001.

    Trattasi di due testi piuttosto complicati, se letti da non specialisti, ma indispensabili per addentrarsi nel mondo della crittografia e per praticarla.

    Testi più discorsivi e divulgativi sono:

    - Fabrizio Luccio, Linda Pagli, Algoritmi, divinità e gente comune, Edizioni ETS, Pisa, 1999;

    - Rob Eastaway, Jeremy Wyndham, Probabilità, numeri e code. La matematica nascosta nella vita quotidiana, Edizioni Dedalo, Bari, 2003.

    Per quel che attiene ad una storia della crittografia, dalle origini al mondo telematico, occorre leggere (e non c'è niente di meglio, attualmente, sul piano dei testi divulgativi):

    - Simon Singh, Codici & segreti. La storia affascinante dei messaggi cifrati dall'antico Egitto a Internet, BUR Saggi, Milano, 2001.

    Utili ed accattivanti informazioni inerenti la crittografia "classica" e lo sforzo intellettuale profuso, da molti, per la strutturazione di un linguaggio universale possono leggersi in:

    - Caterina Marrone, I geroglifici fantastici di Athanasius Kircher, Stampa Alternativa & Graffiti / Nuovi Equilibri, Viterbo, 2002;

    - Umberto Eco, La ricerca della lingua perfetta nella cultura europea, Laterza, Roma-Bari, 2002 (1993).

    Spero di avere fornito indicazioni sommarie ma sufficienti per un cenno alla questione della crittografia e della, di essa, storia.
    Spero di essere stato utile a chi vogli approfondire l'argomento.
    Scrivetemi pure domande o discussioni. Le leggerò e risponderò a tutti molto volentieri.

    F. Tenni
    Sentio, fugit hiems, Zephyrisque moventibus orbem / iam tepet Eurus aquis; sentio, fugit hiems.
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