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Magia e Alchimia

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  • Magia e Alchimia

    Non sò se è la sezione giusta ma posto quì, scriverò poco a poco dei capitoli del libro che ho voluto iniziare (a 11 anni, forte eh?) inizio dall'introduzione, giudicatela












    Libro I (L’alchimista e il Mago)



    Introduzione

    Magia e alchimia narra di due giovani ragazzi, Simon e Sedrick un ragazzino mezz’elfo e un Elfo legati da una profonda amicizia ma allontanati dalla razza.
    Entrambi membri di due ricche casate: La mezza stella e La stella, in rivalità fra di loro faranno di tutto per poter incontrarsi e continuare la loro amicizia.
    Le due casate disputeranno una guerra a cui loro prenderanno parte i nostri protagonisti, che hanno scelto un cammino diverso: Magia e Alchimia, la scienza e la natura, l’artificialità e la creazione, la complicatezza e il legame. Le avventure saranno molte e per i due ragazzini ci sarà da impegnarsi in battaglia ma anche negli addestramenti a padroneggiare le loro arti.
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  • #2
    Carina la storia, ma io non aggiungerei mai un'introduzione che narri la trama del libro, preferirei farla scoprire al lettore mentre prosegue con la lettura.

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    • #3
      Hai veramente ragione, posto quì il capitolo 1


      Capitolo 1
      Lezioni di storia

      Il sole quel giorno non batteva sulla capitale, grossi nuvolosi offuscavano il cielo dando l’impressione di un imminente diluvio.
      Il professore era in piedi di fronte agli alunni del collegio spiegando a questi ultimi la crisi dei due ordini che secoli prima si contendevano in feroci battaglie il controllo sulle terre libere. L’uomo magro e barbuto, anziano ma con una alta statura era un umano, precisamente un druido, che spiegava con complesse parole in maniera solenne ciò che era accaduto in passato,iniziò a narrare <<ascoltatemi bene!>> disse prima per richiamare la classe distratta,<<ora vi narrerò i fatti che secondo i chiromanti accaddero prima di noi, era una giornata cupa sulla capitale, l’esponente della gilda Azzurra dei maghi, l’alto consigliere Canio, apparentemente immortale per i suoi poteri immensi, passeggiava per gli alti vicoli della città, intanto elfi interi…>>; A quella parola tutti guardarono con disprezzo Simon, l’unico mezz’elfo, nella classe erano tutti puro sangue, tranne lui, con i suoi capelli blu e le iridi viola chiarissimo, il fisico atletico, l’ingegno aguzzo, una potente e dotata razza la sua, ma non ben accetta nella capitale. Si mise a piovere e il professore richiamò tutti gli alunni, e Simon si mise a guardare pensoso fuori dalla finestra, considerando le parole del professore un sottofondo, quando venne richiamato alla realtà dalla campana, fece per correre ma il professore lo richiamò <<Simon, Simon!!>>il mezz’elfo si diresse da lui e il professore cominciò a parlargli guardando le sue grosse iridi viola chiaro <<Senti Simon…, so quello che dice la gente della città sulla tua razza, ma, eh…vedi è normale, voi siete sempre di più perché oramai umani ed elfi convivono in pace dopo tutte quelle guerre, tu sei un simbolo della pace tra due razze, tu e la tua casata!!! Hai degli amici, splendidi genitori, persino quell’elfo, Sedric, parla con te e ti vuole bene, è pure nella Stella lui è ad un grado elevatissimo…be… puoi andare, a domani>>.
      Arrivato fuori il mezzosangue si sedette sotto un ancoro, conosceva bene il linguaggio di quegli alberi, apparentemente fermi ma in realtà capaci di muoversi, se pur lentamente, e di parlare, lui era il miglior alchimista della accademia, eppure era per questo che era odiato da parecchi. Il vegetale alzò una delle sue grosse radici e lui ci si accoccolò dentro pensoso, osservando le nuvole e l’acqua che scendeva, l’albero disse, con la sua voce dal timbro grave <<Che ti è successo o giovane alchimista?>> e lui rispose in lacrime << vengo ripudiato da tutti per la mia razza>> la sua voce acuta era ironica quando usava il linguaggio ancoro, così venne consolato dall’albero.

      Buona lettura
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      • #4
        Capitolo 2
        All’ombra degli ancori
        I cantori delle citt&#224; esterne a quel posto narravano spesso degli alberi viventi, con un ritmo di vita lentissimo, che crescevano nella caotica megalopoli. Essi erano normali per gli abitanti del posto ma cos&#236; strani per i forestieri.
        Il sole era tornato da un pezzo e sbucava dalle fronde dell’ancoro. Aveva lasciato un segno del suo ritorno in cielo, l’arcobaleno costeggiava le colline, quasi come le inseguisse per formare un ponte tra queste, con tutta la gioia che infondeva agli esseri perfetti e non. Il giovane alchimista si era addormentato, in quel momento pass&#242; un bullo da quelle parti, un apprendista spadaccino umano, che squadr&#242; il mezz’elfo immerso in un sonno profondo. Il ragazzino si ergeva sulle robuste gambe, la faccia flaccida re il corpo grasso quasi non lo faceva sembrare il tipo destro che era, cos&#236;, fiero, estrasse una bastarda di platino, la spada a due mani aveva preziosi ornamenti d’oro sul manico e un’elsa luccicante di sfondi bronzati e draghi d’argento.
        Il bullo si scaravent&#242; con una forza impressionante, ma gli acuminati sensi di Simon lo avvertirono. Con un salto Simon fu sulle spalle dello spadaccino, dopo di che estrasse una grossa sciabola e ci mise sopra una polverina, la spada prese fuoco e la fiamma divamp&#242; sulle piume dell’elmo del guerriero, mettendolo in fuga.
        Il mezzosangue si sent&#236; soddisfatto, non aveva neanche avuto un diverbio orale, l’aveva messo in fuga, con la polvere di carbonio.
        Si avvi&#242; poi verso la cima della citt&#224;, do ve sorgevano due edifici: la Stella e La Mezza Stella.
        Attravers&#242; il vicolo dei mercanti e dei forgiatori, correndo velocemente raggiunse le scale dei due edifici, dove incontr&#242; Sedric.<<Sedric ! Come v&#224; amico!?>> si batterono il cinque <<Io a posto tu?Ho visto come stavi in classe. Non sono riuscito a parlarti perch&#233; mi sono dovuto avviare in fretta alla Stella, dopo quello che ha fatto quell’anaconda…!>> Un sorriso sorpreso appar&#236; sul viso del mezzo sangue che disse <<allora sei stato tu! Sei incorreggibile!>> una voce risuon&#242; nell’aria Nominando il nome dell’elfo <<Devo andare, scusa, ci vediamo, ciaoooooo!!!>> e corse via.
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        • #5
          Capitolo 3
          Sedric
          L’elfo era tornato nella sua camera, da l&#236; si godeva una vista spettacolare, tutta la capitale.
          La citt&#224; era diroccata su un colle, sugli speroni sorgevano le grosse ville, mentre nei buchi scavati dai nani tempo prima si stanziava la citt&#224; vera e propria. La piazza principale era vicino l’edificio, si chiamava Piazza delle Corporazioni, dal quartiere in cui sorgeva, infatti l&#236; sorgevano i quartieri generali delle principali accademie, la Mezza Stella, la Stella, Le Spade Danzanti.
          La porta si spalanc&#242; e i lunghi capelli biondi di Sedric vennero mossi dallo spostamento d’aria. Entr&#242; un’ elfo dei boschi molto anziano, con lunga barba bianca e un cappello conico che con tono severo disse <<&#232; Stata decisa la tua punizione>> Sedric sobbalzo. L’uomo non era molto alto, per essere un’ elfo si intende, circa una spanna e mezzo, era magro e aveva occhi severi, grigi e inespressivi <<Andrai in Isolamento!>>.
          La stanza in cui Sedric venne condotto era angusta, fredda e buia, completamente in metallo, antimagia e senza finestre, ci sarebbe rimasto per una settimana. La cena non si fece aspettare, ed era normalissima, una zuppa zucca e un piatto di patate fumanti, gliela passarono da un’insenatura posta nel lato superiore della porta d’acciaio. Sedric mangi&#242; con gusto e si disse non lo far&#242; mai pi&#249;, ho imparato la lezione, promettilo Sedric, metti la tua parola da Elfo e si addorment&#242;.
          Gli occhi azzurri videro la luce quando uno gnoll incatenato apr&#236; la porta e lo condusse fuori.
          Incontr&#242; il tizio mai visto con la barba lunga del giorno prima. I soffici lineamenti si illuminarono vedendo un cucciolo di drago avvicinarsi a lui <<te lo manda l’alchimista della Mezza stella, ti ha salvato la vita, per accudirlo non potrai stare in isolamento.>>Glielo porse e tutto contento Sedric si diresse nella sua camera, facendo i salti di gioia.
          Quando arrivo in camera fece comparire della carne arrostita con la sua magia, prese un dente al traghetto e lo mise nella sua lancia. <<I denti di drago rafforzano il potere devastante delle armi e quando sono incastonati in esse colui che la impugna pu&#242; controllare il drago da cui ha origine il dente, in pi&#249; l’arma diventa un’ammazzadraghi molto efficace.>> Disse trionfante l’elfo.
          Il drago crebbe in fretta, dopo tre giorni era poco pi&#249; grande della lancia e dopo due mesi sputava fuoco ed era pronto per essere cavalcato.
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