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Dragon Ball Adventure! Nuovi Episodi!

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  • Dragon Ball Adventure! Nuovi Episodi!

    Ciao a tutti!
    A causa di problemi ad aggiornare il sito, recentemente comunicati al sottoscritto, ho deciso di pubblicare qui gli episodi della mia storia in modo che tutti possano leggere i capitoli nuovi!

    Buona lettura! (I capitoli dall'1 al 102 li trovate sul sito di DBA)

    Usate ovviamente questo topic anche, eventualmente, per il commento dei capitoli precedenti e per la storia in genere!

    EPISODIO 103: UNA DIFFICILE DECISIONE

    Un letale fendente squarciò l’aria, lasciando al proprio passaggio solo una scia di cadaveri. Gokua, colui che tra i seguaci di Borjack eccelleva nell’uso della spada, si sbarazzò con una rapidità prodigiosa della fanteria di soldati di Babidy che lo aveva attaccato. I quattro demoni, nel loro peregrinare alla ricerca dell’odiato Gohan, erano penetrati nel territorio di Babidy, ed erano stati attaccati dai soldati del mago. La battaglia stava però avendo uno sviluppo palesemente unilaterale, con Borjack e compagni che manifestavano una superiorità schiacciante. “Dannazione! Chi sono questi mostri!!?” fece Pui Pui con espressione preoccupata mentre sparava una moltitudine di raggi di energia contro Bujin. Il demone si limitò ad alzare le braccia, utilizzando la propria telecinesi per bloccare i colpi energetici dell’alieno al servizio di Babidy, che infatti rimasero fermi a mezz’aria con sgomenta incredulità da parte del medesimo. “Impossibile! Perché i miei colpi non raggiungono il bersaglio!!?” esclamò Pui Pui. Bujin sorrise perfidamente “Forse il bersaglio non sono io…” sibilò il piccolo demone per poi rispedire al mittente i colpi dell’alieno, che ne venne crivellato, per poi cadere al suolo, senza vita. “Non erano granché! Sono stati degli stupidi ad attaccarci con dei livelli di energia tanto patetici!” commentò infine Bido per poi lasciar cadere a terra il corpo senza vita di Yakon, le braccia dell’orrida creatura sconfitta da Goku anni prima erano state spezzate dal demone in modo da renderne inoffensivi i letali artigli, e la sua giugulare era ridotta ad un informe ammasso di carne macilenta. Il demone lo aveva sollevato in aria con una sola mano per poi strangolarlo senza alcuna pietà. Borjack aveva assistito allo scontro senza prenderne parte, del resto i suoi seguaci si erano rivelati più che sufficienti per vincere quella battaglia giunta al proprio epilogo assai rapidamente. “Beh… è stato un buon riscaldamento nell’attesa di incontrare il nostro amico Gohan… “ commentò Borjack. “Mi domando dove sia! E’ da un bel po’ che lo cerchiamo…” commento Gokua rifoderando la spada “In ogni caso, personalmente, gradirei incontrare quel tipo coi capelli lilla che mi ha ucciso… in quel caso chiedo che sia lasciato a me, grande Borjack!”. Borjack annuì “Te lo concedo, Gokua… mi sembra una richiesta legittima da parte tua! Comunque anche di lui sembra non esserci nessuna traccia! Mi domando dove diavolo siano finiti!”. Bido si rivolse al capo con un sorriso sadico e malizioso “Che ne pensa grande Borjack? Potremmo raggiungere una città qui in giro e iniziare a fare un po’ di rumore… così di certo quei paladini dei miei stivali non tarderanno ad uscire allo scoperto”. Borjack rise “ Hahaha! Confessalo! Hai solo voglia di uccidere qualcuno! Uccidere quello sgorbio non ti è bastato evidentemente!” lo accusò il comandante del gruppetto. “Lei mi conosce meglio di chiunque altro… grande Borjack” fu la risposta di Bido, che valse come conferma di quanto affermato da Borjack. “Del resto… sei sempre stato un fanatico dell’assassinio… anche nel caso le vittime siano talmente deboli da non opporre resistenza! Vero Bido?”. A pronunciare questa frase non fu nessuno dei quattro, ma qualcuno che essi conoscevano sin troppo bene, in quanto loro ex compagna d’arme. Tutti si voltarono nella direzione da cui proveniva la voce ed ebbero conferma di quanto si aspettavano in merito all’identià di colei che aveva parlato: Zangya. “Zangya! Dove ti eri cacciata?” chiese Bido dimostrandosi felice di vedere la propria compagna. Zangya non prese minimamente in considerazione le parole di colui che era stato suo compagno, e volse lo sguardo verso Borjack dicendo “Sono qui unicamente per Borjack! Io e lui abbiamo un conto in sospeso! Pertanto siete pregati restare fuori da questo combattimento!”. Borjack non rispose, anzi, rimase impassibile ad osservare la propria ex subalterna, mentre gli altri tre sembravano increduli. “Combattimento? Hai intenzione di batterti con Borjack?” fece Bido, palesando come non avesse capito minimamente come stessero le cose. “Stupido bestione! Guardale quel segno sulla fronte! E’ lo stesso che avevano quei tipi che abbiamo ucciso poco fa!” lo riprese stizzito Bujin. “Questo significa che…” abbozzò Gokua. “Si…” annuì Bujin “Zangya non è più dei nostri! Ci ha traditi!”. “Maledetta!” imprecò Bido, per poi muovere un passo verso la donna demone. “Vi ho detto di starne fuori!!!” urlò perentoria Zangya per poi espandere al massimo la propria aura. Borjack sembrò sorpreso. Del resto ne aveva tutte le ragioni! Il sigillo majin aveva fatto crescere in maniera esponenziale il potere di Zangya, e quella che aveva di fronte era molto diversa dalla subalterna inferiore che ricordava. Se Borjack sembrò solamente sorpreso, gli altri tre demoni erano assolutamente increduli. “Ma… cosa le è successo? Come ha fatto a diventare così potente? E’ sempre stata circa pari a noi… adesso invece è diventa molto più forte! Non siamo assolutamente in grado di competere con lei!” si chiese Bujin. “E’ senza dubbio merito di quel simbolo che ha sulla fronte! Ma come accidenti lo ha ottenuto?” ipotizzò Gokua. La mancanza di repliche da parte dei suoi compagni fu chiaro segno di come anch’essi concordassero con la sua affermazione. “Molto interessante…” commentò Borjack per poi mettersi in posizione di guardia, pronto a fronteggiare Zangya. “Sembri molto migliorata… principessina Zangya! Ma quanto esattamente? Abbastanza da battere me? Io ho i miei dubbi!” sogghignò il potente demone. “Lo scoprirai presto… e a tue spese” si limitò ad affermare Zangya.

  • #2
    Nel frattempo, Piccolo, Pan, Bra, Goten, Arier ed Elore erano tornati alla base, e i guerrieri Z avevano presentato i nuovi alleati a Dende e agli amici. “Vogliate portare a Dai kaioh i miei più sinceri ringraziamenti per avervi mandato in nostro aiuto! E grazie anche a voi per aver accettato l’incarico” disse Dende rivolgendosi ai due zefiriani “Non ci ringrazi, Dio della Terra! Abbiamo colto volentieri l’opportunità di poter ricambiare a Goku il favore che ci fece molti anni fa!” rispose garbatamente Arier, mentre Elore si avvicinò al namekiano accarezzandogli la testa con la mano “Ma quanto sei cucciolo! Non sembri proprio una divinità! Sei così carino!!!” commentò la ragazza. Dende arrossì. “Su! Elore! Abbi un po’ di rispetto! E’ sempre un’autorità!” la riprese con affettuoso rimprovero Arier. A interrompere la conversazione fu Pan “Scusate! Avete visto mia madre? Non è ancora tornata?”. “No, ma Popo è appena andato a cercarla… è partito da un po’, dunque dovrebbe tornare a momenti” rispose Dende. La nipote di Goku fu molto più sollevata dalle parole del namekiano. Fu Piccolo, successivamente, a prendere la parola, rivolgendosi ad Arier “Ascolta, Arier! Prima mi hai parlato di un processo di potenziamento a cui mi dovrei sottoporre! In che cosa consiste precisamente?” chiese il namekiano. “Te lo spiego volentieri… ma è meglio che restiamo da soli! Perché se sottoporti ad esso o meno deve essere una scelta unicamente tua!” rispose lo zefiriano per poi, con il benestare di Bulma, condurre Piccolo in una delle stanze interne della base. Piccolo si accigliò, se Arier si preoccupava del fatto che egli potesse non accettare il potenziamento allora ciò probabilmente stava a significare che c’erano dei rischi. Ciò lo preoccupò un pochino, ma al contempo lo incuriosì.
    Non appena Piccolo e Arier furono da soli, Arier iniziò a spiegare. “Il motivo per cui, nell’arco della tua esistenza, non hai mai potuto sviluppare pienamente il tuo potenziale, sta nell’eterogeneità dei tipi di Ki presenti nel tuo corpo! Normalmente una persona ha dentro di se un solo tipo di Ki, mentre tu ne hai due, che sono tra loro totalmente incompatibili… metà del tuo Ki è quello di una divinità, e per metà quello di un demone” disse l’alieno di Alzeryot. “Beh si… io sono il risultato dell’unione tra me che sono un demone e il Dio della Terra… ma comunque eravamo originariamente un’unica persona… non pensavo che potessero esservi problemi di incompatibilità di ki tra di noi” constatò Piccolo. “Separarvi in origine fu una decisione indispensabile per poter assurgere al ruolo di divinità del pianeta, che richiedeva un animo puro e l’eliminazione della componente corrotta dentro di te… però si rivelò controproducente sul piano della potenza. Vivendo separati i vostri ki si sono sviluppati in maniera autonoma, diversificandosi totalmente.. e quando vi siete riuniti oramai le differenze tra voi erano diventate troppo grandi perché vi potesse essere una sintesi dei due… infatti attualmente nel tuo corpo vi sono due tipi di Ki, che sono come due liquidi non miscibili… la tua forza è una somma di questi due Ki, demoniaco e divino, ma manca un’uniformità. Sviluppare un ki di questo tipo è molto difficile, in quanto sono due forze spirituali che si contrastano vicendevolmente… per questo la tua forza in questi anni è cresciuta in maniera molto più lenta di quanto non sarebbe stato se avessi avuto un unico tipo di forza spirituale” proseguì lo zefiriano. “Dunque riunirci in questo senso fu un errore?” chiese Piccolo. Arier scosse la testa “No, avete fatto benissimo. Anche se tu e tuo padre Piccolo Daimao avevate in corpo unicamente Ki di tipo demoniaco non potevate comunque svilupparvi compiutamente in quanto eravate solo metà di un essere completo. Eravate di fatto come monchi. Dunque il tornare ad essere un’unica entità è stato un passo fondamentale” lo tranquillizzò lo zefiriano. Piccolo era sconvolto. Mai avrebbe pensato che la sua crescita fosse stata interdetta e che sarebbe potuto diventare molto più forte di quanto era ora se in origine avesse fatto scelte diverse. “E tu conosci un modo per recuperare questo potenziale andato perduto?” chiese Piccolo. Arier annuì “Esatto… attualmente nel tuo corpo i due Ki sono perfettamente equilibrati. Se così non fosse uno dei due prevarrebbe sull’altro e tu diventeresti una creatura totalmente divina oppure totalmente demoniaca” spiegò, per poi farsi più cupo “E qui sta il problema… è assolutamente impossibile stabilire con anticipo quale dei due ki avrà la meglio quando romperò l’equilibrio delle forze spirituali nel tuo corpo… esiste la possibilità che il ki demoniaco prenda il sopravvento, e tu torni ad essere un demonio spietato com’era tuo padre. Purtroppo il carattere che hai ora non centra… se il tuo Ki diventasse totalmente demoniaco la tua anima sarebbe inevitabilmente corrotta, e i tuoi amici si troverebbero ad avere a che fare con un nemico potentissimo! E si troverebbero in una situazione ancora più grave di quella corrente! Per questo ritengo giusto mettertene al corrente! Per darti una possibilità di scelta” concluse Arier. Piccolo sbiancò, questa nuova rivelazione di Arier aveva fatto morire il suo entusiasmo iniziale. Il rischio era grande… tuttavia era innegabile che quel potere fosse indispensabile per consentirgli di poter dare il proprio apporto alla causa di difesa della Terra. Goten, Bran, Arier ed Elore erano diventati tutti più forti di lui… e anche Pan e Bra prese singolarmente lo sarebbero sicuramente diventate nella stanza dello spirito e del tempo. Se non avesse fatto qualcosa, Piccolo si sarebbe presto trovato ad essere totalmente inutile alla causa… però era anche vero che sobbarcare ai suoi amici il peso di un altro nemico da fronteggiare poteva rivelarsi una rovina, soprattutto se, come ipotizzato da Arier, la sua forza avesse finito con lo superare persino quella degli zefiriani. “Decidi con calma, Piccolo… non è una decisione che puoi prendere così su due piedi” lo incoraggiò Arier, allo scopo di tranquillizzare il proprio alleato, che si trovava a compiere la scelta più difficile e tormentata della sua esistenza.

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    • #3
      EPISODIO 104: ZANGYA CONTRO BORJACK

      “Preparati, Borjack! Stavolta sarò io a prendermi la tua vita!” disse Zangya con tono minaccioso. Borjack aveva un’espressione concentrata disegnata sul volto, ma non sembra spaventato innanzi a quella furia bramosa di vendetta “E’ vero! Ti ho eliminata io in passato… ma l’errore è stato tuo! Sei stata una codarda innanzi a Gohan, e in quanto suo sovrano avevo tutto il diritto di agire come ho fatto! Togliendoti la vita ti ho risparmiato il disonore di morire come una vigliacca! Gohan non ti avrebbe risparmiata, e questo lo sai…” disse l’ex sovrano di Zard. “Ero io a dover decidere della mia vita! Non tu, Borjack! L’opportunità che mi hai negato, a te però sarà concessa! Non ti colpirò biecamente alle spalle come facesti tu anni or sono! Avrai l’opportunità di difendere la tua vita combattendo!” ribatté Zangya. “Sono commosso…” commentò sarcastico Borjack. L’ennesima provocazione diede il via allo scontro. Zangya sollevò il braccio destro concentrando nella mano un considerevole quantitativo di energia lucente, quindi scagliò contro Borjack una moltitudine di piccole sfere di Ki verdi. Il demone non si fece sorprendere, e balzò verso l’alto, lasciando che le sfere impattassero contro il terreno sottostante, senza che nessuna di esse riuscisse a colpirlo. Zangya non era però disposta a dare tregua al dispotico sovrano e gli si scagliò rapidamente contro attaccandolo con una serie di calci rotanti in serie, che però Borjack riuscì ad evitare abilmente. Malgrado la mole possente, Borjack si stava rivelando rapidissimo, perfettamente in grado di competere in agilità con la più piccola ed esile Zangya. Stanco di subire, Borjack contrattaccò sferrando un potente colpo all’addome di Zangya. La donna però non era da meno rispetto all’avversario sul piano dei riflessi, posizionò le braccia a croce in modo da poter arrestare l’impeto della possente nocca di Borjack. Zangya riuscì a parare il colpo, ma il contraccolpo fu comunque violento, e riuscì a scaraventare la donna indietro di diversi metri. Borjack aprì la mano, ancora protesa in avanti e iniziò a sparare molteplici raggi di energia color smeraldo contro Zangya, la quale però li evitò agilmente mentre avanzava, giungendo ad un metro da Borjack, per poi sferrargli un potente uppercut. Ancora una volta, però, Borjack fu pronto a difendersi frustrando il tentativo di offensiva da parte di Zangya bloccando con l’altra mano il pugno dell’avversaria. Zangya si rese subito conto di trovarsi in una situazione pericolosa. La differenza di mole avrebbe consentito certamente a Borjack di spezzarle un braccio, se avesse avuto il tempo di esercitare la propria forza su quello di lei. Con una reattività prodigiosa, al punto da sorprendere Borjack, Zangya si avvitò su se stessa riuscendo a colpire con la punta del piede lo sterno dell’avversario, che fu così costretto a mollare la presa. Per Zangya era il momento di insistere, approfittando dello stordimento dell’avversario. La donna demone colpì l’addome di Borjack con una moltitudine di pugni che fecero piegare in due dal dolore il poderoso rivale, che faticava a reagire. Quindi portò a termine la propria combinazione di attacchi colpendo Borjack alla nuca con un attacco a due mani, facendolo schiantare al suolo in un fragoroso boato. “Grande Borjack!!!” urlò Bujin incredulo innanzi all’atterramento patito dal proprio comandante e sovrano. “Dannata!” imprecò Bido facendo eco al commilitone. Zangya restò con le braccia incrociate, osservando il punto ove era precipitato Borjack, nell’attesa di una celere controffensiva da parte del medesimo. “Devo averlo sottovalutato… con il potere che mi ha donato Babidy ero convinta di vincere facilmente! Ma a quanto pare la superiorità che inizialmente Borjack vantava nei miei confronti andava ben oltre quanto immaginassi! Nonostante questo sarò io a spuntarla!” pensò la donna demone. Ad un tratto il contrattacco di Borjack si manifestò, rapido, improvviso e micidiale. Zangya non ebbe ne il tempo ne il modo di rendersi esattamente conto di quanto stesse accadendo. Borjack le si era scagliato contro ad una velocità vertiginosa, centrandola in pieno con una spallata sbalzandola all’indietro, prima però che si potesse allontanare troppo, il demone afferrò l’avversaria per un piede iniziando a farla roteare sopra la testa per poi scagliarla verso l’alto. Stordita dalla vertigine Zangya non poté in alcun modo impedire a Borjack di colpirla nuovamente con una ginocchiata all’addome, per poi schiantarla a sua volta al suolo con una gomitata. “Qualcosa non va, principessa? Sarebbe questa la potenza con cui speravi di sfidarmi? Che pretese strampalate!” la canzonò Borjack. Sul suo volto vi era un’espressione divertita. A dispetto delle sue parole, però, il divertimento non era dettato da un compatimento nei confronti dell’avversaria, bensì dal fatto che lo scontro si stava rivelando di suo gradimento. Non capitava spesso che qualcuno riuscisse a impegnarlo a fondo, ma Zangya ci stava riuscendo. Malgrado tutto, l’ex monarca di Zard sembrava ancora molto sicuro di se. “Il grande Borjack è troppo forte… nemmeno Gohan potrebbe tenergli testa oramai!” commentò Gokua, impressionato da come il comandante stava conducendo lo scontro. “Già… ancora mi domando come abbia potuto essere sconfitto quella volta! Deve essersi trattato di un autentico miracolo! La classica fortuna sfacciata che quel giorno ha deciso di sorridere a quel moccioso dai capelli dorati! Nessuno più riuscirà mai a sconfiggere il nostro signore! Il guerriero più forte dell’intera galassia!” concordò Bido. Zangya, tuttavia, si rialzò, tra lo stupore di tutti, eccetto quello di Borjack. Gli altri tre demoni non si sarebbero mai aspettati che Zangya si rialzasse. Loro di certo sarebbero morti sul colpo se avessero subito un attacco tanto violento da parte di Borjack. E invece Zangya era persino riuscita a rimettersi in piedi, e pareva in grado di combattere ancora a lungo. “Non mi arrendo, Borjack! Ho ancora molte frecce del mio arco! E te ne accorgerai presto!” affermò Zangya, pronta a riprendere la contesa.

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      • #4
        I due ripresero a combattere furiosamente… erano perfettamente alla pari sotto ogni aspetto, e nessuno dei due sembrava poter porre fine alla contesa. Tra i due il più sereno era comunque, senza alcun dubbio Borjack, e Zangya sapeva perfettamente il motivo. Il fatto che Borjack la stesse affrontando indossando ancora la sua classica giacca blu e la bandana nera, che la sua pelle fosse ancora di colore verde acqua e i suoi capelli arancioni mossi e adagiati sulle spalle erano segnali inequivocabili del fatto che Borjack non stesse ancora utilizzando tutta la sua forza. “Non ci siamo! Non ci siamo affatto! Borjack riesce a tenermi testa senza nemmeno aver iniziato a fare sul serio! Non mi sta nemmeno degnando della sua forma finale! Sta prolungando lo scontro unicamente per il proprio divertimento! Sono stata troppo avventata nel pensare di averlo superato! Mi sono cacciata in trappola! Che stupida!” pensò Zangya, che comincia a sudare freddo man mano che realizzava come stessero effettivamente le cose. I colpi di Zangya si facevano sempre meno convinti, chiaro segnale di come la donna si stesse pian piano rendendo conto di quanto fosse vano il suo lottare. Borjack se ne accorse e sorrise, a quanto pare l’avversaria si era resa conto di come quello scontro avesse oramai assunto tutte le prerogative di un combattimento-farsa, in quanto stava solo alla volontà di Borjack la decisione di quando terminare la lotta, dall’esito segnato.
        “Basta!” fece Zangya cadendo in ginocchio, arrendendosi all’evidenza. Era sfinita! Combattevano da più di un’ora, e oramai la donna era stanca morta, mentre Borjack, non avendo utilizzato tutta la sua forza, era molto più riposato. “Perché hai voluto sfidarmi, Zangya? Ti avrei volentieri presa con me di nuovo! La pena per il tuo fallimento l’hai già scontata morendo! Non ho nulla di personale contro di te!” chiese Borjack. Il suo tono di voce sembrava quasi affettuoso, quasi come se il fatto che colei che aveva di fronte fosse la compagna del suo defunto fratello contasse qualcosa per lui. Zangya era spiazzata, Borjack non aveva minimamente accennato a scusarsi per quanto aveva fatto anni prima, però si era preso la briga di spiegarle le proprie motivazioni, cosa che non era assolutamente obbligato a fare vista la propria superiorità in termini di potenza, palesata in quello scontro. Egli avrebbe potuto sbarazzarsi della donna demone in qualsiasi momento, eppure non lo aveva ancora fatto. Non c’era sarcasmo nel suo tono, e sembrava che realmente stesse cercando una riconciliazione con colei che per anni era stata propria compagna d’arme. Zangya conosceva molto bene Borjack, e sapeva come lui fosse abituato a perseguire i propri scopi spietatamente, senza guardare in faccia nessuno, schiacciando chiunque cercasse di intralciarlo. Allora come mai stava esitando ad ucciderla? Era totalmente in suo potere! Nulla gli avrebbe impedito di infliggerle il colpo mortale oramai. “Vieni al punto, Borjack! Che cosa vuoi da me?” chiese la donna. Borjack le si avvicinò e protese la mano verso di lei in un simbolico gesto di aiuto alla donna nel rialzarsi “Ti andrebbe di tornare a combattere per me? E’ Gohan il nostro vero nemico! Piccola Zangya… te ne sei forse dimenticata? Se non fosse stato per lui a quest’ora saremmo felicemente sovrani dell’intero universo! E potrà ancora essere così, se uniremo le forze!” propose il demone. Zangya rimase di stucco. Aveva tentato di ucciderlo fino a pochi istanti prima, e ora Borjack le proponeva un’alleanza? Che realmente quel demone provasse dell’affetto per lei, per quanto corrotto dall’ambizione? O era forse solo il suo cinico pragmatismo, che l’aveva portato a trovare interessante la nuova potenza della donna, al punto da volerla arruolare nella propria milizia demoniaca? Non vi fu però il tempo di rispondere per lei, in quanto, così come accaduto innumerevoli volte nella sua vita, qualcuno decise per lei. In un bagliore di luce accecante si materializzò una figura minuta e dall’aspetto grottesco che la donna aveva imparato a conoscere bene, dal momento che era colui al quale aveva accettato di prestare i propri servigi. “Maestro Babidy!” esclamò Zangya sorpresa del fatto che il mago si trovasse li. Bido, Bujin e Gokua si apprestarono ad attaccare il nuovo venuto, ma con un cenno della mano Borjack intimò loro di fermarsi “Fermi! Se Zangya lo conosce è probabile che dietro la crescita della nostra cara compagna vi sia lui! Sentiamo cos’ha da dire!” disse Borjack. “Sei un tipo perspicace, Borjack! Mi piaci! E ancora di più mi piace la tua forza! Verrò subito al sodo! Sono qui per proporti un accordo!” disse Babidy. “Parla…” lo esortò Borjack incuriosito. “Saresti interessato ad ottenere lo stesso tipo di potere che ho conferito a Zangya?” propose Babidy. Zangya ebbe un sussulto. Se Borjack, già immensamente forte com’era avesse potuto contare anche sul potenziamento Majin conferito da Babidy sarebbe diventato assolutamente imbattibile. Una forza inarrestabile per chiunque. “Cosa vuoi in cambio?” chiese Borjack, il quale non aveva creduto nemmeno per un momento in un impulso di generosità fine a se stessa da parte di quello sgradevole individuo. Babidy ridacchiò “Hehehe! Nulla di complicato, mio caro Borjack! Voglio solo che voi combattiate per me contro i miei nemici!”. Borjack sembrò perplesso, non gli piaceva molto l’idea di prendere ordini da Babidy, e tanto meno essere distolto dai propri propositi per essere coinvolto in una faccenda che non lo riguardava. “Prima di prendere una decisione, sappi che tra coloro che voglio che siano eliminati c’è anche la figlia di Gohan!” affermò Babidy. La cosa sembrò accendere l’interesse di Borjack. “Ci sto!” disse il demone “Se realmente ci sono di mezzo una persona tanto cara a Gohan allora direi che vale la pena ingaggiare battaglia con lei e i suoi amici! La torturerò senza pietà e poi la ucciderò! Infine, quando incontrerò Gohan gli consegnerò il suo cadavere… pezzo dopo pezzo!”. Babidy sorrise “Benissimo allora! Affare fatto!” così dicendo Babidy utilizzò la sua magia. Sulle fronti di Borjack e dei suoi compagni comparve l’inconfondibile lettera “M” tipica dei seguaci dello spietato mago. “Sento in me un’energia incalcolabile! La mia forza oramai è senza limiti! Nessuno mi potrà più fermare!” pensò Borjack osservando l’aura che brillava lucente attorno al proprio corpo. Sarebbe riuscita la squadra GT a contrastare un così formidabile avversario?

        Scontro con Arier ed Elore conclusione

        Bra 25.000.000
        Bra Super saiyan 230.000.000
        Pan 40.000.000
        Pan Super saiyan 325.000.000
        Goten 38.000.000
        Goten Super saiyan 300.000.000
        Goten Super saiyan II 490.000.000
        Piccolo 380.000.000
        Piccolo (+Infernal Oblivion) 500.000.000
        Arier (Livello aureo) 300.000.000
        Arier (Forza effettiva) 750.000.000
        Elore (Livello aureo) 250.000.000
        Elore (Forza effettiva) 625.000.000
        Bran Super saiyan II 1.100.000.000

        Videl contro Majin Butter e Majin Zangya

        Videl 27.000.000
        Ice Videl 190.000.000
        Majin Butter 185.000.000
        Majin Zangya 650.000.000

        Yamcha contro i cyborg

        Yamcha 3.100.000
        Flame Yamcha 16.500.000
        Majin Flame Yamcha 175.000.000
        C-21 160.000.000
        C-22 160.000.000
        C-23 165.000.000
        Majin Flame Yamcha Extreme 250.000.000

        Borjack Vs Zangya

        Majin Zangya 650.000.000
        Borjack 650.000.000
        Borjack (Massima potenza) 800.000.000
        Bido 500.000.000
        Bujin 500.000.000
        Gokua 250.000.000
        Gokua (Massima potenza) 350.000.000
        Guerrieri Majin < 1.000.000
        Pui Pui 200.000.000
        Yakon 300.000.000

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        • #5
          EPISODIO 105: PAN E BRA NELLA STANZA DELLO SPIRITO E DEL TEMPO

          Si dice che l’intensit&#224; di un sentimento esistente tra due persone si misuri nei momenti in cui pi&#249; si &#232; corso il rischio che tale legame venisse spezzato. A riprova di questo assunto, chiunque, vedendo l’abbraccio con cui Pan accolse la madre, salvata in extremis da Popo grazie ai suoi poteri curativi, avrebbe potuto avvertire come l’affetto che essa provava per la propria genitrice si manifestava tanto intenso da essere quasi tangibile. “Mamma! Chiunque sia stato a farti del male la pagher&#224; cara! Te lo giuro!” afferm&#242; la nipote di Goku rivolgendosi alla madre che tanto aveva temuto di perdere. “Ti ringrazio per la premura, sei un tesoro figlia mia! Ma non sono certa che l’odio che tu provi per Zangya sia del tutto ben riposto” afferm&#242; Videl. “Come sarebbe? Quella strega ti ha torturata! E avrebbe anche potuto ucciderti!” protest&#242; Pan. “Infatti… avrebbe benissimo potuto! E senza alcuna difficolt&#224;! Ma non l’ha fatto!” le fece notare Videl. Pan rimase in silenzio ascoltando quanto avesse da dire la madre. “In lei ho visto rabbia… tantissima rabbia… ma nei suoi occhi non vi era quella malvagit&#224; che ho letto ad esempio negli occhi di Freezer o Cooler! Secondo me lei di natura non sarebbe cattiva, ma &#232; qualcosa o qualcuno a farla agire in questo modo! Un qualcosa da cui sta inconsciamente cercando di liberarsi da sola… “ spieg&#242; Videl. “La tua sensibilit&#224; &#232; encomiabile mamma! Non tutti sarebbero capaci di giustificare il proprio carnefice come stai facendo tu! Io non ne sarei capace!” confess&#242; Pan. Videl sorrise e annu&#236; “Fa parte della tua natura! Da questo punto di vista hai preso da tuo padre! Lui quando si arrabbia &#232; implacabile e inarrestabile, quasi spietato, non sembra nemmeno pi&#249; lui…” spieg&#242; Videl “Ma questo non fa di lui una persona meno meravigliosa, e lo stesso vale per te, figlia mia!”. Ad un tratto qualcosa attir&#242; l’attenzione di tutti i presenti. La porta della stanza dello spirito e del tempo si stava lentamente aprendo. “Bene! Hanno finito!” afferm&#242; Mr.Popo. Il primo a uscire fu Tenshinhan. Videl rimase basita “E’ senza dubbio diventato pi&#249; forte di me…” pens&#242; la figlia di Mr.Satan. “Difficile credere che sia un essere umano…” biascic&#242; Dende percependo l’enorme aumento di forza spirituale di Tenshinhan rispetto a quando era entrato. Da dietro Tenshinhan spunt&#242; poi Crilin. Durante il periodo trascorso nella stanza si era lasciato crescere i capelli e portava lo stesso taglio dei tempi di Majin Bu. Prima ancora, per&#242;, che i presenti potessero trarre delle considerazioni che sarebbero state analoghe a quanto riscontrato in Tenshinhan, si avvert&#236; un violento spostamento d’aria. Elore si era mossa sopravanzando i presenti e scagliandosi contro Crilin. Tenshinhan non al corrente dell’identit&#224; della ragazza cerc&#242; di difendere l’amico ma, come prevedibile, il calcio con cui tent&#242; di colpire Elore non trov&#242; che l’aria in quanto la ragazza aveva perso consistenza, a riprova di come non fosse minimamente interessata a Tenshinhan e il suo obbiettivo fosse esclusivamente Crilin. “Ma che diavolo…?” fece Tenshinhan evitando per miracolo di perdere l’equilibrio per il proprio colpo andato a vuoto. Trovandosi dietro a Tenshinhan, Crilin non aveva avuto modo di rendersi conto di nulla, vide solo Elore comparire innanzi a lui come un fantasma e, pochi istanti dopo si ritrov&#242; sbattuto contro un muro dalla parte opposta della stanza. “Elore! Che fai!!!?” url&#242; Bra che non riusciva a capire l’atteggiamento della nuova amica e il suo accanimento nei confronti di Crilin. “Pap&#224;&#224;&#224;&#224;!!!!” url&#242; Marron in preda al panico. Crilin non ebbe nemmeno il tempo di riprendersi dallo stordimento che Elore si avvinghi&#242; a lui da dietro immobilizzandolo completamente. Del resto per quanto fosse migliorato non poteva certo sperare di competere con un fenomeno come la zefiriana. Peraltro in quella circostanza ne lui ne Tenshinhan indossavano il proprio cyber cloth. “Ma si pu&#242; sapere cosa ci fai tu qui? Lo sai che non puoi uscire dal Limbo! Beh! Vedr&#242; di riportarti io li con la forza! “ afferm&#242; Elore suscitando la perplessit&#224; dei presenti. “Ma? Ma chi sei? Cosa vuoi? Lasciami!” si lament&#242; Crilin dimenandosi, o almeno cercando di farlo in quanto in realt&#224; non gli riusciva di muoversi di un millimetro. “Non pensavo che Lord Ananke fosse cos&#236; debole! Pensavo che avrei trovato pi&#249; difficolt&#224; a immobilizzarlo…” pens&#242; sconcertata Elore. “Elore! Lasci andare Crilin! E’ un nostro amico!” le disse Pan. “Crilin?” ripet&#233; dubbiosa Elore per poi lasciare andare la propria preda. “Ti chiedo scusa! Non avevo cattive intenzioni! E’ che ti avevo scambiato per un’altra persona e…” si giustific&#242; Elore con aria sinceramente mortificata, ma non ebbe il tempo di finire di parlare che un Kikoho la centr&#242; in pieno. Presa alla sprovvista Elore venne sbattuta a sua volta contro una parete. Il colpo, scagliato da Tenshinhan, il quale non aveva udito i dialoghi successivi all’attacco scagliato da Elore contro Crilin, non caus&#242; particolari danni alla zefiriana, la quale per&#242; reag&#236; stizzita all’aggressione “ Ehi treocchi! Vuoi darti una calmata o cerchi guai?” lo minacci&#242; la compagna di Arier. L’intervento del resto dei guerrieri GT pose fine a quella situazione concitata spiegando alle parti in causa l’identit&#224; di coloro che rispettivamente venivano visti per la prima volta da ciascuno di loro. “Caspita! Sei veramente forte Elore! E da quel che ho sentito il tuo potere va ben al di la di quanto la tua aura non dia ad intendere!” comment&#242; Tenshinhan. Elore annu&#236; “Anche io mi devo complimentare! Non immaginavo di incontrare dei terrestri cos&#236; forti! A quanto pare quello di Ananke potrebbe non essere destinato ad essere un caso isolato… anche se devo dire che ne avete ancora di strada da fare per arrivare si suoi livelli! Ma lui &#232; l’essere umano pi&#249; forte che sia mai esistito! Per questo non appena ho visto Crilin ho cercato di neutralizzarlo con tanta rapidit&#224;… perch&#233; sapevo che l’unica possibilit&#224; che avevo era quella di immobilizzarlo anche se comunque ero convinta che non avrei avuto molte speranze!” i presenti rimasero di stucco. “Deve essere davvero una forza della natura se neppure tu ti ritieni in grado di affrontarlo!” comment&#242; Videl. “Infatti… io non l’ho mai incontrato, ho visto solo delle sue immagini nella sfera di Dai Kaioh, e lui ci ha detto che Ananke &#232; praticamente invincibile! Nessuno lo ha mai sconfitto, nonostante in vita abbia sostenuto decine di migliaia di combattimenti….” Raccont&#242; Elore tra l’incredulit&#224; crescente dei presenti. “Comunque non dobbiamo preoccuparci! Non &#232; malvagio, anche se si dice abbia un carattere impossibile, e comunque &#232; confinato nel Limbo, il luogo dell’aldil&#224; dove vengono spediti coloro che Re Enma non &#232; stato in grado di giudicare… non totalmente innocenti da meritare il Paradiso ma al contempo non malvagi al punto da meritare l’inferno. E’ la parte meno vasta e meno conosciuta dell’aldil&#224; in quanto raramente Enma si trova a non essere in grado di prendere una decisione, peraltro &#232; una zona autonoma in quanto non sono sotto la giurisdizione dei kaioh ne di Re Enma, dal momento che la loro natura intermedia &#232; valsa da sempre il diritto alle anime li confinate di auto governarsi. L’unico vincolo a cui sono soggette &#232; l’impossibilit&#224; di uscire dal Limbo.” Continu&#242; a raccontare Elore. “Bene… hehehe! Mi fa piacere sapere se non altro di assomigliare a qualcuno di tanto forte! Beh sar&#224; uno stimolo a impegnarmi al massimo!” comment&#242; Crilin. “Bene… adesso tocca a noi! Sei pronta Pan?” chiese Bra muovendosi in direzione della porta della stanza dello spirito e del tempo. La nipote di Goku annu&#236; “Non vedo l’ora di cominciare”. Pan sopravanz&#242; la propria amica e si apprest&#242; ad entrare nella stanza. Prima di farlo, per&#242; essa si volt&#242; verso la madre e gli altri e chiese “Siete certi di potervela cavare senza di noi e senza la fusione?”. Fu Popo a rispondere “Direi che non abbiamo altra scelta! La situazione va di male in peggio, ed aspettare ulteriormente sarebbe soltanto un azzardo! Baster&#224; che restiamo chiusi nella base per un giorno aspettando che completiate l’addestramento! Non &#232; assolutamente necessario che siamo noi ad andare incontro al nemico!” spieg&#242; il saggio consigliere di Dende. “E… Yamcha?” chiese la nipote di Goku con aria preoccupata. “E’ vero! Non &#232; qui! Che fine ha fatto Yamcha?” chiese Tenshinhan. Popo assunse un’espressione mortificata “Purtroppo non siamo riusciti a trovarlo! Siamo riusciti con il radar a reperire le sfere che erano in suo possesso e di cui deve essersi preventivamente liberato prima di essere attaccato da un nemico! Ma di lui non vi &#232; nessuna traccia! E non vi &#232; alcun modo per rintracciarlo! D’altra parte cercarlo a vuoto per tutto il pianeta sarebbe una cosa assurda e inutile! Non ci resta che confidare nella provvidenza e sperare che stia bene…” afferm&#242; il buffo essere. “Povero Yamcha… mi auguro non gli sia accaduto nulla di spiacevole!” comment&#242; Crilin condividendo lo sgomento dei presenti. Pan non aggiunse altro ed entr&#242; nella stanza, seguita immediatamente a Bra, non prima che questi avesse salutato la madre, il suo amato Goten e tutti gli altri. “Non riesco ad immaginare quanto possano diventare forti dopo un anno intero di addestramento! La forza di Bran era gi&#224; mostruosa di suo… per&#242; non ne avevano il completo controllo e dunque era impossibile poter valutarne la durata, con conseguenze che potavano rivelarsi spiacevoli! Ma quel posto &#232; davvero l’ideale per perfezionare la tecnica della fusion! Io e Trunks ne sappiamo qualcosa!” afferm&#242; Goten.

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          • #6
            Intanto, sul pianeta dei Kaiohshin, le divinit&#224;, entrambe decedute avevano assistito alle battaglie che si erano susseguite nella pi&#249; totale impotenza. Ad un certo punto il superiore si alz&#242; in piedi. “Adesso basta! Non riesco ad accettarlo!” esclam&#242; rabbiosamente. “Che c’&#232; figliolo?” chiese il Sommo con la consueta calma serafica. “ E me lo chiede? Mi meraviglio di lei! Come fa a starsene li tranquillo con la consapevolezza di non poter fare nulla?” rispose il Superiore. Il Sommo lo scrut&#242; senza dire una parola. “ Io dovrei essere il dio supremo della galassia! Dovrei proteggerla! E invece mi ritrovo qui a confidare negli altri perch&#233; l’universo non cada nelle mani di quelle entit&#224; immonde uscite dall’inferno! Sorvolando poi sull’apporto praticamente nullo che reso durante lo scontro con Tzukin! “ prosegu&#236; il Superiore per poi inginocchiarsi a terra con le mani appoggiate al suolo. “Possibile che la forza di una divinit&#224; sia cos&#236; poca cosa? Non vi &#232; logica in questo!” concluse poi colui che in origine era il sovrano della galassia dell’Est. Il Sommo si alz&#242; in piedi. A quanto pare l’angoscia del Superiore doveva averlo scosso profondamente. La sua espressione si era fatta seria, e la concretezza delle proprie intenzioni traspar&#236; dal tono delle sue parole. “C’&#232; una cosa… di cui non sei a conoscenza! E’ un qualcosa di dimenticato! Un segreto da me custodito! E che &#232; stato causa della mia reclusione all’interno della spada Z!” disse l’anziana divinit&#224;. “Un…segreto?” ripet&#233; sorpreso il Superiore. “Esatto!” annu&#236; il Sommo “Fu una decisione che da parte mia condivisi pienamente… per&#242; le circostanze mi spingono a rivelarlo! In quindici generazioni di divinit&#224; la galassia non ha mai corso un pericolo cos&#236; grande! I mostri infernali da una parte e i potentissimi guerrieri di Alzeryot dall’altra rappresentano forze che fanno impallidire tutti i pericoli corsi dall’universo in passato!” prosegu&#236; l’antica divinit&#224;. “Parli! La ascolto!” lo esort&#242; il Superiore. “Cominciamo dal principio… desidero raccontarti una storia! Ascolta molto attentamente, ragazzo mio… perch&#233; tutto ci&#242; che hai creduto di conoscere finora sar&#224; totalmente sconfessato!” afferm&#242; il Sommo solennemente per poi cominciare a raccontare, con il Superiore che pendeva dalle sue labbra.

            LIVELLI DI COMBATTIMENTO SQUADRA Z PRIMA DELL’ENTRATA DI PAN E BRA NELLA STANZA DELLO SPIRITO E DEL TEMPO

            Tartaruga 1
            Pual 1
            Oolong 1
            Marron 2
            Bulma 6
            Dende 40
            Mr.Satan 60
            Gill 100
            Karin 338
            Yajirobey 362
            Jiaozi 2.000.000
            Bra 25.000.000
            Crilin (Uscito dalla stanza dello spirito e del tempo) 25.000.000
            Videl 27.000.000
            Tenshinhan (Uscito dalla stanza dello spirito e del tempo) 30.000.000
            Goten 38.000.000
            Pan 40.000.000
            Mr.Popo 43.000.000
            Ice-Videl 190.000.000
            Rock-Tenshinhan 200.000.000
            Bra Super saiyan 230.000.000
            Huricane-Crilin Extreme 230.000.000
            Goten Super saiyan 300.000.000
            Pan Super saiyan 325.000.000
            Piccolo 380.000.000
            Goten Super saiyan II 490.000.000
            Elore (Forza effettiva) 625.000.000
            Arier (Forza effettiva) 750.000.000

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            • #7
              EPISODIO 106: INIZIA LA GRANDE AVVENTURA DI KAIOHSHIN

              “Come ricorderai, quando voi Kaiohshin foste investiti della vostra carica dai vostri predecessori questi vi benedirono per poi svanire nel nulla. Beh… la realt&#224; &#232; che tra i Kaiohshin funziona in questo modo. Dopo un certo periodo di tempo in cui un Kaiohshin esercita il proprio mandato di divinit&#224; sovrana della galassia questi genera direttamente dalla propria mente un erede che ne prende il posto. Questa &#232; una consuetudine che va avanti da tempo immemore, con le cinque dinastie dei Kaiohshin che, una volta terminato il proprio compito, si possono godere l’eterno riposo in un angolo estremamente remoto ed inaccessibile dell’aldil&#224; chiamato Elysium, dove unicamente gli dei Kaioh trovano riposo. Purtroppo, ora come ora, quattro dinastie degli dei Kaioh sono decadute, dal momento che i tuoi compagni sono morti contro Majin Bu prima di poter generare un erede. Io stesso ho generato un erede, che era peraltro un tuo antenato… per&#242; io non posso andare nell’Elysium in quanto non sono pi&#249; una divinit&#224; pura al cento per cento, dal momento che mi sono unito con quella maledetta megera tramite i potara, per questo, a differenza dei tuoi compagni uccisi da Bu, sono ancora qui e non sono andato nell’Elysium… e allo stesso modo tu sei ancora su questo pianeta dopo essere morto per mano di Tzukin in quanto sei unito a Kibith e ti trovi anche tu nelle mie stesse condizioni. A dire il vero l’ho fatto apposta! Proprio per evitare che tu potessi malauguratamente decedere prima che giungesse per te il tempo di generare un erede. Ogni Kaiohshin pu&#242; mettere al mondo un solo erede, e quindi non posso farlo io per te! Dunque non puoi proprio permetterti di andare nell’Elysium!
              Premesso questo, devi sapere una cosa: Non sempre i Kaiohshin sono stati divisi in cinque dinastie! Un tempo l’intero universo era nelle mani di un’unica divinit&#224;, un Kaiohshin universale dalla potenza pressoch&#233; illimitata… che governava da solo su tutte e quattro le galassie aiutato dai cinque Re Kaioh. Il potere per&#242;, quando &#232; troppo, pu&#242; inebriare, e non tutti possiedono le virt&#249; e la forza morale per non farsi corrompere dal senso di onnipotenza. Fu cos&#236; che un Kaiohshin inizi&#242; a governare l’universo in maniera dispotica e tirannica, scatenando guerre e infliggendo piaghe a tutti i pianeti della galassia unicamente per il proprio divertimento… fu un periodo terribile per la galassia, e nessuno poteva pensare di opporsi contrastando la potenza di una divinit&#224; tanto potente e crudele. Venne per&#242; il giorno in cui, contro la volont&#224; dello stesso Kaiohshin, il suo erede usc&#236; dalla mente del medesimo. Ovviamente il Kaiohshin malvagio non aveva nessuna intenzione di abdicare dando la propria benedizione, ed esili&#242; il proprio ignaro erede in un pianeta lontano. I Re Kaioh, per&#242;, stanchi di sottostare al giogo dispotico del Kaiohshin malvagio, misero al corrente l’erede di quale fosse il suo destino e il suo compito. Questi, di virt&#249; morali ben diverse rispetto al proprio predecessore, decise di liberare la galassia da quel fardello che l’aveva tormentata per secoli. Egli si alle&#242; con i Re Kaioh, ed insieme riuscirono ad annientare il Kaiohshin malvagio precipitandolo in una dimensione oscura senza ritorno, ponendo fine all’incubo per l’universo intero. Quando fu tutto finito, il nuovo Kaiohshin, volendo evitare che egli stesso o uno dei suoi eredi potesse un giorno cedere alle lusinghe del potere assoluto, decise di scindere la propria essenza in cinque parti, dando vita ad altrettanti Kaiohshin: il Dai Kaiohshin, il Kaiohshin dell’Est, il Kaiohshin del Nord, il Kaiohshin nell’Ovest e il Kaiohshin del Sud, ispirandosi in tal senso alla struttura della da lui tanto stimata casta dei Re Kaioh. In questo modo, essendo il potere nelle mani non pi&#249; di una ma di cinque persone, sarebbe stato pi&#249; semplice esercitare un controllo su ciascuno di essi, che avrebbe avuto altre quattro divinit&#224; a cui rendere conto delle proprie azioni. Io sono il Kaiohshin dell’Est della prima generazione, incarnazione diretta del Kaiohshin originale che liber&#242; la galassia dal suo malefico predecessore e che poi si divise in cinque. Per evitare che in futuro qualcuno potesse covare l’ambizione di ricreare il Kaiohshin originale, l’esistenza di questo fu tenuta segreta, e nessuno dei miei quattro fratelli ne fece parola con i propri eredi, facendo si che la leggenda fosse dimenticata. Io sono l’unico ancora in vita che ne sia al corrente, e ho accettato spontaneamente di essere chiuso nella spada Z per non essere mai tentato di rivelare il segreto.
              Ora per&#242; sono libero, in quanto tu, Kibith e Gohan mi avete a suo tempo tirato fuori da li… ed essendosi oramai i miei compagni disimpegnati dei propri incarichi da quindici generazioni, ritengo di poter essere a pieno diritto unico arbitro delle mie decisioni. In questi anni ho imparato a conoscerti! Sei un bravo figliolo! E penso che anche se avessi per le mani il potere originale dei Kaiohshin, ne faresti buon uso! Si, hai capito bene quanto sto per dirti! Io far&#242; in modo che tu possa ricongiungerti ai tuoi vecchi compagni e creare un unico, potentissimo Kaiohshin, dalla forza nemmeno paragonabile a quella che hai adesso! Io non ho mai visto il potere originale dei Kaiohshin, in quanto sono nato proprio nell’istante in cui l’esistenza di esso &#232; giunta al termine, ma ad una stima approssimativa dovrebbe essere in grado di disintegrare un nemico della potenza di Majin Bu con un singolo colpo” Concluse il Sommo terminando il proprio racconto.
              Il Superiore era allibito. Gli ci vollero diversi minuti per uscire dallo stato di sbigottimento in cui era caduto in seguito alle rivelazioni del Sommo. Quando si fu ripreso per&#242; un dubbio lo colse “Mi scusi signore! Lei per&#242; sta dimenticando un piccolo dettaglio… i miei compagni non ci sono pi&#249;!”. Il Sommo lo guard&#242; male “Razza di scemo! Se fosse stato cos&#236; semplice farti riunire a loro per cosa credi che avrei aspettato tutto questo tempo? Non sar&#224; affatto una cosa semplice! Quindi prima di esaltarti aspetta che ti dica cosa dovrai fare prima di decidere se accettare o meno di intraprendere questo viaggio!” lo ammon&#236;. “Viaggio?” ripet&#233; il Superiore. “Oh povero me… immagino tu non abbia la pi&#249; pallida idea di dove si trovi l’Elysium!” disse il Sommo, “Veramente no…” ammise imbarazzato il Superiore. “No comment!” sospir&#242; il Sommo “Beh… dal momento che dovrai per forza raggiungerlo &#232; il caso che te lo spieghi e, prima che tu me lo chieda… no! Non puoi andarci con il teletrasporto!”. “Lo immaginavo…” mormor&#242; il Superiore. “Sai dov’&#232; il Limbo almeno?” chiese il Sommo con aria speranzosa. “Si quello si!” annu&#236; il Superiore. “Miracolo!” comment&#242; il Sommo. Il Superiore lo guard&#242; storto… doveva proprio farlo passare tutte le volte per un ignorante? “Dunque… come sicuramente saprai il Limbo &#232; un luogo dell’aldil&#224; autogovernato, dunque non ti aspettare alcun tipo di riverenza da parte di coloro che vi vivono! Dovrai attraversarlo per intero per poi giungere ai cinque grandi portali, che separano il Limbo alla dimensione demoniaca che &#232; ad esso stesso confinante. Ciascun portale &#232; sorvegliato da un guardiano che impedisce a chiunque di entrare o uscire, questo per evitare che i demoni possano uscire o qualcuno entrare nella dimensione demoniaca, dal momento che le forze che vi abitano non sono il genere di entit&#224; che sia consigliabile andare a provocare. Tu dovrai superare i portali, arrivare nella dimensione demoniaca e attraversarla tutta, fatto ci&#242; giungerai finalmente nell’Elysium, non prima di aver superato la barriera del giudizio… che valuter&#224; se sei degno o meno di accedere all’Elysium, ma per te non sar&#224; un problema… pi&#249; che altro serve per impedire ai demoni di entrare. Fatto ci&#242; ti ritroverai con i tuoi compagni, insieme ai quali dovrai formare un cerchio e recitare insieme a loro la frase rituale per potervi ricongiungere” spieg&#242; il Sommo. “Quale frase?” chiese il Superiore. “E qui si presenta un altro problema! Dovrai trovare i quattro Kaiohshin originali oltre a me, che si trovano nell’Elysium e farti dire da loro la parte del verso che conoscono. Ognuno di noi ne conosce una parte! Se ne manca anche solo una, il rituale non si pu&#242; completare! Inutile dire che non sar&#224; uno scherzo convincerli!” spieg&#242; il Sommo. Il Superiore sembr&#242; parecchio scoraggiato all’idea “In pratica devo attraversare il limbo, battere cinque guardiani, attraversare il mondo dei demoni, trovare quattro Kaiohshin e convincerli a dirmi una cosa che hanno voluto tenere segreta sin dalla notte dei tempi! Uno scherzo insomma!” imprec&#242; la divinit&#224;. “Se non te la senti non ti colpevolizzer&#242;! Sia chiaro!” afferm&#242; il Sommo. Il Superiore rimase a riflettere per qualche minuto, poi per&#242; si decise “Ci voglio provare! Per&#242;… ci devo per forza andare da solo?”. Il Sommo sorrise “No, affatto, anzi… non ho dubitato neanche per un minuto del fatto che avresti accettato! A tal proposito ti ho radunato una spedizione di guerrieri che ti accompagner&#224;! Li troverai sul pianeta di Dai Kaioh!”. “La ringrazio! Non la deluder&#242;! Arrivederci!” disse il Superiore preparandosi a teletrasportarsi da Dai Kaioh. “ Aspetta!!!! “ gli intim&#242; il Sommo. Il Superiore si blocc&#242;. “La mia parte del rituale… come fai ad unirti a loro se non te la dico?” chiese il Sommo disperato. “E..ehm… ha ragione! Mi scusi! Mi sono fatto prendere troppo dall’entusiasmo!” ammise il Superiore. “Se penso che da te potrebbe dipendere la salvezza dell’universo mi vengono i brividi! Ma non credo di avere altra scelta!” sospir&#242; il Sommo per poi dire la propria frase al Superiore il quale annu&#236; “Ok! Memorizzata!” annu&#236; il Superiore per poi salutare il Sommo e partire. “Sii forte ragazzo mio” pens&#242; il vecchio preoccupato per la sorte del Superiore.

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              • #8
                “Benvenuto signore! Le presento subito i suoi compagni di viaggio!” disse Dai Kaioh accogliendo Kaiohshin il Superiore. Il primo di essi fece il proprio ingresso nella stanza, ed era una figura ben nota alla divinit&#224;, in quanto era uno dei guerrieri pi&#249; forti del Paradiso nonch&#233; amico di Goku. “Riteniamo che Pai Ku Han sia un guerriero sufficientemente preparato per poterla accompagnare in questo viaggio! Se escludiamo i miei discepoli non vi sono altri guerrieri al suo livello in Paradiso, a parte gli altri due guerrieri che ho scelto per accompagnarla!” spieg&#242; Dai Kaioh. L’alieno della galassia dell’Ovest si rivolse alla divinit&#224; con un rispettoso inchino. “Per me sar&#224; un onore accompagnarla in questo viaggio, signore! La mia forza e le mie tecniche sono a sua completa disposizione!” afferm&#242; Pai Ku Han. In quel momento anche il secondo guerriero fece il suo ingresso nella stanza. Non appena lo vide, Kaiohshin trasal&#236;, ed istintivamente fece un passo all’indietro. “Oh! Non si preoccupi! Oramai Darbula &#232; stato depurato di ogni malvagit&#224;… per&#242;, dopo che ha scontato la sua imbarazzante punizione, che ha molto ehm… condizionato la sua personalit&#224;, gli &#232; stato consentito di tornare se stesso, solo che ora la sua abilit&#224; di guerriero, molto aumentata rispetto a quella di un tempo sono al servizio della giustizia” lo rassicur&#242; Dai Kaioh. “Ti chiedo perdono per il male che ti ho fatto in passato, Kaiohshin… porr&#242; rimedio a ci&#242; difendendoti anche a costo della vita” afferm&#242; l’ex re dei demoni. “Ehm… grazie Darbula! E grazie anche a te Pai Ku Han!” disse Kaiohshin ancora un po’ spiazzato dall’idea di dover combattere fianco a fianco a quello che per secoli era stato un suo nemico giurato. Infine il terzo guerriero fece il suo ingresso nella stanza. Era qualcuno che Kaiohshin non aveva mai visto. Sembrava esso stesso un Kaiohshin, ma aveva una corporatura estremamente muscolosa e il fisico aitante. Il suo vestito era quello di un guerriero e la sua pelle era di un colore lilla molto intenso. Sulla testa portava un ciuffo di capelli bianchi che richiamava molto la cresta dei Kaiohshin, che per&#242; cadeva all’altezza dell’occhio coprendolo. “Lui, infine, &#232; Zeneyu… lei non lo conosce, ma &#232; un guerriero impareggiabile! Probabilmente nemmeno Arier ed Elore, i miei due discepoli, potrebbero tenergli testa! Solo che non so fino a che punto io lo possa definire un mio allievo dal momento che &#232; stato alle mie dipendenze per pochissimo tempo… comunque se il suo aspetto le ricorda quello di un Kaiohshin, sappia che non si tratta di una somiglianza casuale” disse Dai Kaioh.

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                • #9
                  EPISODIO 107: IL RICATTO DI BABIDY

                  Piccolo stava vivendo un vero e proprio dramma interiore. Era seduto su una panca tenendo la testa tra le mani, lasciandosi andare a dei sommessi lamenti. Che fare? Correre il rischio di mettere ulteriormente nei guai i proprio amici o lasciare le cose come stavano e auto-condannarsi ad essere completamente incapace di essere di alcun aiuto nelle battaglie a venire? Arier era rimasto al suo fianco e lo osservava. Avrebbe voluto aiutare il namekiano, ma quella era una decisione che solo lui avrebbe potuto prendere, e avrebbe dovuto farlo senza essere in alcun modo influenzato da terzi. Lui lo aveva messo in guardia rendendolo consapevole di quali fossero i rischi che avrebbe corso, ma ora la decisione spettava unicamente a lui. Oltretutto, lo stesso Arier non aveva la risposta ai dubbi di Piccolo, e lo zefiriano in cuor suo doveva ammettere che anche lui, se si fosse trovato nei panni del namekiano non avrebbe saputo letteralmente che pesci pigliare. Malgrado Piccolo fosse la perfetta sintesi tra la saggezza di Dio e la scaltrezza di Daimao, in quell’occasione non riusciva in nessun modo a dissipare i propri dubbi, e continuava a vedersi sul ciglio di un baratro, in predicato di lanciarsi in un salto nel vuoto. Se solo Gohan fosse stato li… il suo adorato Gohan! Lui era come un figlio per il namekiano, anche se il divario di et&#224; era pi&#249; equiparabile a quello che ci poteva essere tra un fratello maggiore e uno minore, in virt&#249; della particolare rapidit&#224; di crescita tipica degli alieni di Namek. Ogni volta che Piccolo non sapeva che cosa fare, in cuor suo aveva sempre trovalo la risposta nell’innocenza degli occhi di Gohan. L’opera di redenzione dell’animo di Piccolo l’aveva iniziata Goku risparmiandogli la vita al ventitreesimo torneo Tenkaichi, ma era stato Gohan a condurlo definitivamente sulla strada della giustizia, riportandolo alla riconciliazione con Dio. Gohan per&#242; in quel momento non era li, non poteva essere li… il posto di Gohan non era pi&#249; al suo fianco da tempo ormai. Oramai Gohan era un uomo, e oltre a questo, un guerriero forte e valoroso, che lo aveva letteralmente surclassato sul piano della potenza. Ironia della sorte era stato proprio Gohan anche se manovrato di Baby a infliggergli molti anni prima la ferita mortale che lo avrebbe portato ad esalare l’ultimo respiro anche se non avesse deciso di sacrificarsi esplodendo assieme alla Terra per far scomparire le sfere del drago dalle stelle nere. Era anche per lui che doveva prendere quella decisione. Per il suo migliore amico.
                  Nel frattempo, nell’altra stanza, Goten e i guerrieri terrestri si allenavano. Non era il caso di battere la fiacca viste le battaglie che avrebbero dovuto combattere una volta che Pan e Bra fossero uscite dalla stanza dello spirito e del tempo. Ad un tratto l’attenzione di tutti fu attirata da una voce che risuon&#242; nell’aria. E nessuno dei presenti poteva ritenersi contento di sentire quella detestabile vocina malvagia. Quella del mago Babidy. “Salve a voi tutti… cari i miei guerrieri! Hehehehe!” disse la voce. Babidy non era fisicamente presente, ma comunicava con loro per mezzo della telepatia, e le sue parole risuonavano contemporaneamente nella mente di tutti i presenti, facendo sembrare che la sua voce risuonasse tutta nell’aria circostante. L’unica a non conoscerlo era Elore la quale comunque prov&#242; subito un senso di fastidio nell’udire il tono di voce del subdolo mago. Goten, Tenshinhan, Crilin e Videl smisero di combattere, e anche Piccolo e Arier, a sua volta ignaro di chi fosse quella sgradevole voce, raggiunsero gli altri. “Cosa diavolo vuoi, Babidy?” chiese Crilin irritato. L’immediata risposta fu una seconda, irritante risata, seguita da queste parole “Ma come siamo sgarbati! E quanta insolenza nelle tue parole! Eppure mi sembra di ricordare che l’ultima volta in cui hai cercato di sfidarmi, Darbula ti mise subito fuori gioco trasformandoti in una bella statuina… Pensavo che avresti fatto tesoro di quanto accaduto e ci avresti pensato due volte prima di metterti di nuovo apertamente contro di me! Evidentemente voi terrestri siete troppo idioti per imparare qualcosa”. “Non devo rendere conto delle mie azioni ad un vigliacco che non sa fare altro che parlare per via telepatica e che non ha il coraggio di affrontare un combattimento in prima persona!” ribatt&#233; il padre di Marron. “Forse non ti &#232; ben chiaro di che cosa io sia capace…” disse il malvagio mago. Il suo tono si era fatto pi&#249; serio, a dimostrazione di come le parole di Crilin lo avessero alterato, e la cosa non lasciava presagire nulla di buono. Improvvisamente, senza che Crilin sapesse spiegarne il motivo, il terrestre cadde a terra in preda a fortissimi dolori interni. “Crilin!!!” url&#242; allarmato Tenshinhan, “Pap&#224;!!!” esclam&#242; all’unisono Marron in preda al panico. “Sta usando la magia… essere infame!” ringhi&#242; Piccolo. Crilin urlava per il dolore atroce che provava. Babidy lo stava torturando a distanza tentando di farlo esplodere dall’interno. “Mmmm… sei forte terrestre! Non riesco a farti scoppiare! Sei molto pi&#249; potente di quanto fosse Yamcha a quanto pare!” constat&#242; Babidy. Le parole dello stregone allarmarono tutti i presenti “Ya…Yamcha? Vuoi dire che l’hai…?” abbozz&#242; Crilin colmo di rabbia, al punto da riuscire ad alzarsi in piedi malgrado la morsa della magia di Babidi. “Maledetto demonio! Che cosa hai fatto a Yamcha!? Fallo tornare da noi!” url&#242; Pual. “Pual! Non provocarlo! E’ pericoloso!” disse Jiaozi con tono allarmato.

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                    Ma Pual era totalmente in preda alla rabbia, e non riusc&#236; a tacere, riversando come un fiume in piena tutto il proprio disprezzo per colui che si era dichiarato causa della scomparsa del suo amico. “Tu sei un mostro! Non &#232; giusto che una persona come Yamcha possa aver perso la vita per mano di uno schifoso deforme vigliacco come te! Io ti odio maledetto infa….. aaaargh!!!!” le parole di Pual morirono in gola al piccolo trasformista per lasciare il posto ad un urlo straziante. “No Babidy! Non farlo!“ url&#242; Mr.Popo intuendo cosa stesse per fare il malvagio mago. Ma le parole del terrestre caddero nel vuoto, e il povero, piccolo Pual, esplose letteralmente dall’interno. Il sangue della piccola creatura schizz&#242; sulle pareti e sulla pavimentazioni della base e di lui altro non rimase che quell’informe poltiglia sanguinolenta. “E’ senza cuore… un essere infernale!” pens&#242; Dende, inorridito come tutti i presenti innanzi alla crudelt&#224; del mago. “Pual…” mormor&#242; Oolong tra le lacrime. “Aspetta solo che ti metta le mani addosso…” pens&#242; Elore. La zefiriana non aveva mai sopportato i codardi e i viscidi, e dunque non poteva che aver maturato un profondo disprezzo nei confronti di chi si era macchiato di azioni tanto efferate e ingiustificabili. “Pual… non era niente! Non avrebbe mai potuto darti fastidio! Eppure l’hai ucciso senza piet&#224;! Sei un vigliacco!” lo accus&#242; indignato Piccolo. Babidy non prest&#242; attenzione alle ingiurie dei presenti “ Ho perso gi&#224; abbastanza tempo in inutili chiacchere! Non mi sono di certo preso la briga di mettermi in contatto con voi con il solo scopo di far scoppiare qualche fantoccio di carne!” disse Babidy dando ennesima riprova di quanto poco per lui contasse la vita delle proprie vittime, cosa che alter&#242; ulteriormente gli animi dei presenti. “Vi sfido a raggiungere la mia base, che si trova a trecento kilometri dalla costa meridionale del continente… non ho nessun interesse a restarmene nascosto, quindi non dovreste avere difficolt&#224; a percepire la mia aura… e quella dei miei guerrieri!” disse Babidy, che aveva lanciato ai difensori della Terra una sfida in piena regola. “Va bene! Allora preparati, Babidy! Verremo a farti pagare per tutto ci&#242; che hai fatto!” afferm&#242; Videl. “Frena i tuoi ardori, Videl! L’ultima volta che hai affrontato Zangya se ben ricordi non sei riuscita nemmeno a farle un graffio! E considerando che probabilmente non sar&#224; da sola… non si tratta di una sfida da prendere alla leggera! Soprattutto considerando che non possiamo contare su Pan e Bra!” disse Popo. L’assistente di Dende non era un vigliacco, ma era innegabile che la sua disamina della situazione non facesse una piega. “Ci conviene aspettare, e non cadere nelle provocazioni di questo verme!” concord&#242; Crilin. “Mi sembrate un po’ titubanti… forse vi serve un qualche incentivo in pi&#249;” disse Babidy, che con la stessa facilit&#224; con cui aveva fatto esplodere Pual fece lo stesso anche con Yajirobey. Babidy stava ponendo fine a vite umane con la naturalezza con cui si preme un pulsante, senza che i difensori della Terra potessero fare nulla per contrastare il suo truce operato. “Se non volete accettare la mia sfida siete liberissimi di farlo… ma se questa sar&#224; la vostra decisione definitiva sappiate che mi prender&#242; la vita di tutti coloro che, tra voi, non hanno una forza sufficiente per resistere alla mia magia!” sibil&#242; il perfido mago. “Vigliacco!” pens&#242; Piccolo, sudando freddo. Gli altri rimasero ammutoliti. Babidy li stava ricattando, e aveva indubbiamente il coltello dalla parte del manico. “Allora?” li incalz&#242; il mago mentre si apprestava a far esplodere anche il povero Mr.Satan, come stavano a manifestare le urla di dolore del povero padre di Videl. “Va bene! Ma non mietere pi&#249; altre vittime!” era stato Arier a prendere la parola. Babidy liber&#242; Satan dalla sua stregoneria e questi si accasci&#242; al suolo, ansimando per lo scampato pericolo, venendo subito soccorso dalla figlia. “Verremo a fronteggiare i tuoi guerrieri! Penso sia meglio correre il rischio che qualcuno di noi possa essere eliminato che darti modo di uccidere tanti innocenti con tale facilit&#224;!” continu&#242; lo zefiriano. Tutti i presenti tacquero, trovandosi in accordo con quanto detto da Arier, oramai riconosciuto, in quanto a forza ed esperienza come il vero leader del gruppo. Del resto era chiaro che se Babidy avesse continuato ad eliminare tutti coloro che gli erano vulnerabili, si sarebbe trovato senza “ostaggi” con cui ricattare i guerrieri, e quindi non c’era il rischio, almeno immediato, che lo stregone si rimangiasse la parola. “Lo sapevo che avreste preso la decisione giusta” disse il mago. “Ti prometto per&#242;…” concluse Arier “Che tu morirai per mano mia! E ti avverto che non &#232; mia abitudine rimangiarmi la parola data”. “Provaci… grande eroe!” ridacchi&#242; Babidy, per poi congedarsi. La situazione aveva preso davvero una brutta piega, con i guerrieri GT obbligati a impegnarsi in una battaglia piena di incognite e che si preannunciava molto pi&#249; dura di tutte quelle affrontate prima di allora. Come se non bastasse, Pual e Yajirobey erano morti. Altro sangue innocente era stato versato per colpa delle anime risorte dell’inferno. “Secondo voi come mai quel maledetto vuole a tutti i costi affrontarci?” chiese Elore. “Forse ha fretta di liberarsi di noi e vuole eliminarci una volta per tutte in modo da avere campo libero” ipotizz&#242; Arier. “Pu&#242; essere una spiegazione… ma voi non lo conoscente! Questa non &#232; la prima volta che fa una cosa del genere! Gi&#224; una volta obblig&#242; Goku e un altro saiyan del nostro gruppo, Vegeta, a combattere tra loro… e lo fece allo scopo di raccogliere energia per risvegliare un demone, di nome Majin Bu!” spieg&#242; Piccolo. “Gi&#224;, ma questo non pu&#242; essere il caso, dal momento che Majin Bu si &#232; reincarnato in Ub… quindi non esiste pi&#249;! E se non sbaglio non fu Babidy a creare Majin Bu, ma suo padre Bibidi… almeno questo ha detto Kaiohshin!” intervenne Crilin. “Infatti, Crilin… probabilmente mi sto preoccupando per nulla… ma ho comunque un brutto presentimento!” confess&#242; Piccolo. A quel punto fu Goten a prendere la parola “E’ inutile porsi domande… l’unica cosa che possiamo fare &#232; lottare ed annientare tutto ci&#242; che ci capiter&#224; di dover affrontare!”. Gli altri annuirono. Il gruppetto di guerrieri usc&#236; dalla base. Sarebbero partiti: Arier, Elore, Goten, Crilin, Tenshinhan, Videl e Piccolo.

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                      EPISODIO 108: LA DECISIONE DI PICCOLO

                      “Devo riconoscerlo Babidy… questa volta sei riuscito quasi a disgustarmi… non ti fermi davanti a niente, e non ti preoccupa spargere del sangue se questa serve a raggiungere i tuoi scopi!“ comment&#242; il Dr.Gero rivolto al proprio alleato. Babidy stava sgraziatamente stravaccato su uno sorta di trono ubicato nella sala comandi, tenendo il gomito appoggiato al bracciale del medesimo, sorreggendo il proprio grosso capo con l’esile mano. Il malvagio mago, nel sentire il commento dell’ex scienziato del Red Ribbon sorrise ironico e rispose “La considerer&#242; una lode, per quanto, indubbiamente, espressa in termini molto poco consueti”. “Questo perch&#233; tu sai che da questo punto di vista io non sono molto diverso da te” ridacchi&#242; il dottore. Era davvero strano, e per certi versi squallido, come quei due esseri abbietti, sempre in conflitto tra di loro trovassero una certa complicit&#224; unicamente nell’esaltazione della reciproca perfidia. “Spero soltanto che quel Borjack e i suoi uomini non eliminino troppo in fretta quei ragazzi… se tirano subito le cuoia non si liberer&#224; abbastanza energia per risvegliare Mecha Bu” osserv&#242; Gero preoccupato egli stesso dell’inaudita potenza manifestata da Borjack gi&#224; prima che Babidy lo potenziasse, e che con il sortilegio del Mago doveva essere aumentata a dismisura. “Non preoccuparti! Borjack ama troppo il potere per rischiare di fare qualcosa che possa indurmi a privarlo della forza che gli ho conferito! Ed &#232; troppo sicuro di se per prendere in considerazione l’eventualit&#224; che io lo stia utilizzando come uno strumento per raccogliere l’energia necessaria per far nascere la nostra arma suprema! Del resto egli al momento si sente assolutamente onnipotente, e non immagina che la potenza che ha ora in realt&#224; non &#232; che poca cosa se paragonata a quella che avr&#224; Mecha Bu non appena lo avremo risvegliato!” rispose Babidy. “Hai ragione! Se i miei calcoli non sono sbagliati la sua potenza dovrebbe essere ancora superiore rispetto alla pi&#249; potente creatura che io abbia mai creato, vale a dire il Super Cyborg numero 17! Mecha Bu unir&#224; il meglio delle nostre conoscenze diventando una creatura dalla potenza illimitata, ma al contempo perfettamente controllabile! L’arma finale e definitiva! E chiss&#224;… magari potremmo utilizzare proprio quel pallone gonfiato di Borjack come primo avversario per mettere alla prova la potenza della nostra creatura!” propose Gero. Babidy sogghign&#242; divertito “ E poi sarei io quello disgustosamente cinico…” i due malvagi scoppiarono all’unisono in un’oscura risata, oscuro presagio del fatto che, se anche Borjack fosse stato sconfitto, impresa comunque da ritenersi disperata, una minaccia ancora pi&#249; grande e infernale avrebbe continuato ad aleggiare come una cinerea nube sulla Terra e sull’intera galassia.
                      Nel frattempo, il gruppo dei difensori della Terra si apprestava alla partenza alla volta della base di Babidy e del Dr. Gero. L’attenzione generale venne per&#242; richiamata da Piccolo, il quale chiese ad Arier e ad Elore di appartarsi con lui poco distante, mentre Goten e i terrestri sarebbero rimasti li in attesa, in quanto ci&#242; che il namekiano aveva da dire, era rivolto unicamente agli zefiriani. Piccolo, Elore e Arier si fermarono ai piedi di una montagna non molto distante, il resto de gruppo poteva ancora vederli in lontananza, ma non avrebbero potuto in alcun modo sentire quanto i tre alieni si stavano per dire. “Ho preso una decisione, Arier! Voglio tentare con il potenziamento! Non ho voluto parlarne con gli altri perch&#233; non voglio che si preoccupino per me! Devono restare concentrati sulla battaglia… e non considerare l’eventualit&#224; che la prossima volta che mi vedranno io possa essere un loro nemico!” disse il nemakiano. Schietto, senza preamboli, aveva dichiarato la propria scelta senza mezzi termini e senza dilungarsi inutilmente. Del resto lui era sempre stato cos&#236;: le sue scelte erano sempre molto ponderate, ma al contempo chiare e convinte. Nulla avrebbe potuto fargli cambiare idea. I due zefiriani rimasero in silenzio per qualche istante, poi Arier prese la parola “ E sia… “. “Soltanto una cosa ti chiedo! Portami lontano da qui! Non vogliono che gli altri assistano, e in pi&#249; voglio essere lontano il pi&#249; possibile dalla base… &#232; nascosta sottoterra, pertanto esiste la remota possibilit&#224; che se la mia mente dovesse essere sconvolta dalla presa di sopravvento da parte della mia parte malvagia, questo possa influire anche sulla mia memoria e, pertanto, io possa non ricordarmi dove si trova la suddetta base, e quindi almeno Dende e gli altri non correrebbero pericoli immediati, e ci sarebbe il tempo perch&#233; Pan e Bra completino l’addestramento nella stanza dello spirito e del tempo… nel caso voi non riusciate a fermarmi!” chiese Piccolo. “Saggia scelta…” comment&#242; Arier, per poi rivolgersi ad Elore “Tesoro, tu e gli altri avviatevi intanto… io sono pi&#249; veloce di tutti voi, quindi vi raggiunger&#242; in breve!”. Elore annu&#236; “Ho piena fiducia in te!” disse la dolce zefiriana con un tenero sorriso per poi dare un bacio a fior di labbra all’amato. Quindi senza aggiungere altro raggiunse il resto del gruppo, mentre Arier e Piccolo si avviavano in una direzione diversa. “Dove stanno andando Arier e Piccolo?” chiese Crilin non appena Elore li ebbe raggiunti. “Ci raggiungono tra un po’! Noi intanto andiamo!” tagli&#242; corto Elore sopravanzando il gruppo invitandoli a seguirla. “Elore non &#232; mai stata cos&#236; seria… pare turbata! Speriamo che vada tutto bene…” pens&#242; Goten notando lo strano atteggiamento di quella ragazza, solitamente sbarazzina e serena come un venticello primaverile, improvvisamente incupitasi e fattasi tesa e preoccupata. Quasi a voler troncare ogni eventuale discussione, Elore aveva subito aumentato la velocit&#224; imponendo al gruppo un’andatura spedita. Quindi il resto del gruppo inizi&#242; ad andarle dietro silenziosamente.

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                        Intanto Arier e Piccolo avevano raggiunto un’area desertica molto distante dalla base, su un’isola. Del resto per due esseri dotati di una potenza come la loro, raggiungere gli angoli pi&#249; remoti del pianeta era qualcosa di fattibile in un arco di tempo estremamente ridotto. “Arier…” disse Piccolo rivolgendosi allo zefiriano. “Dimmi!” lo esort&#242; Arier. “Nel caso dovessi tornare ad essere un demone come mio padre… considerando che Goten e gli altri sono molto affezionati a me, ti chiedo di non esitare a infliggermi il colpo mortale se se ne presenter&#224; l’occasione. I miei amici potrebbero avere delle difficolt&#224; a farlo, dunque mi affido a te, che dovresti essere capace di avere un maggiore distacco” disse Piccolo. Arier annu&#236; “Lo far&#242;… in ogni caso, non pensare che per me non sarebbe motivo di grande rammarico privare della vita un grande guerriero quale tu sei! Se per&#242; dovr&#242; considerarti un nemico, non mi far&#242; condizionare” rispose lo zefiriano. Piccolo, rincuorato, sorrise “Bene, cominciamo!”. Arier pos&#242; la mano sul petto di Piccolo “Preparati… sar&#224; molto doloroso…” lo avvert&#236; Arier. Piccolo gli fece un cenno di intesa esortando l’amico a proseguire. Un bagliore di luce azzurra accecante si gener&#242; nel punto in cui la mano dello zefiriano toccava il torace del namekiano, il quale url&#242; per il dolore straziante, era come se il suo corpo stesse per essere strappato in due. Non sentiva pi&#249; le mani ne le braccia, e non riusciva a respirare. La sofferenza era atroce e Piccolo si sent&#236; come se stesse per morire. Istintivamente gli sarebbe venuto naturale ritrarsi, ma era totalmente paralizzato. Arier mantenne un’espressione concentrata… sapeva di star facendo molto male a Piccolo, ma non doveva farsi condizionare da ci&#242;… sarebbe bastato in minimo errore per dissolvere nel nulla il corpo di Piccolo in un’incontrollata esplosione di Ki, del suo stesso Ki. Un’operazione estremamente delicata, e che richiedeva un livello di concentrazione totale. Alla fine il bagliore svan&#236;, e Piccolo si accasci&#242; al suolo, immobile, come morto. Il suo cuore aveva cessato di battere, e non respirava pi&#249;. Era caduto in uno stato di morte apparente. Tutto era andato come Arier aveva ipotizzato “Bene… ora non resta che aspettare che si svegli! Non ho idea di quanto ci vorr&#224;, ma &#232; meglio metterlo al riparo” pens&#242; lo zefiriano per poi portare il corpo di Piccolo dentro una grotta ubicata in un luogo inaccessibile della grande montagna che troneggiava sull’isola. Fatto ci&#242;, egli se ne and&#242; per raggiungere Elore e gli altri, che avevano bisogno di lui, mentre oramai quanto sarebbe accaduto a Piccolo dipendeva unicamente dallo stesso namekiano.
                        Nel frattempo, in un livello dimensionale diametralmente opposto a quello in cui stavano combattendo i difensori della Terra, Kaiohshin e il suo gruppetto di guerrieri era giunto nel Limbo. Kaiohshin non vi era mai stato prima di allora nella sua millenaria esistenza. Del resto era un luogo al di fuori della sua giurisdizione, una terra di nessuno governata unicamente da coloro che vi erano confinati e che giammai avrebbero potuto uscirne. Il paesaggio che si presentava innanzi agli occhi dei presenti non era molto dissimile dal Paradiso. Vi erano moltissimi alberi e il suolo era quasi interamente ricoperto d’erba, cos&#236; come lo era il luogo ove le anime di coloro che Re Enma aveva giudicato come buoni e meritevoli venivano mandate a trascorrere l’eternit&#224;. Le uniche differenze stavano nel fatto che il cielo era completamente coperto da banchi di nebbia che lo facevano sembrare completamente bianco, e che rendevano in ogni caso ardua una visione a lunga distanza, e che il terreno era completamente in pendenza. Kaiohshin, Pai Ku Han, Darbula e Zeneyu si trovavano di fatto ai piedi di una salita sterminata. In lontananza, malgrado la nebbia ne celasse in parte le forme, vi era una costruzione colossale, che da vicino doveva essere alta parecchie decine di metri. Aveva l’aspetto di una gigantesca porta di pietra. “Quello deve essere certamente il portale… &#232; li che dobbiamo andare!” afferm&#242; Kaiohshin. “Prudenza mio signore!” lo mise in guardia Pai Ku Han “Non sappiamo come potrebbe reagire la gente di questo posto alla sua presenza! Non credo proveranno simpatia per colui che non li ha ritenuti degni del Paradiso, per quanto indirettamente… non hanno pi&#249; alcuna ragione pratica per portarle alcun genere di rispetto! Dunque le consiglio di tenere gli occhi bene aperti”. Kaiohshin annu&#236; “Ti ringrazio per la tua premura, Pai Ku Han… tuttavia sono perfettamente in grado di difendermi! Sono pronto a dar prova di credibilit&#224; a costoro nel caso si rivelasse necessario! La mia intesa con Re Enma &#232; totale… e se egli ha giudicato in modo che queste persone trascorressero l’eternit&#224; qui, ebbene io sono d’accordo con lui” afferm&#242; la divinit&#224; con convinzione. Era un Kaiohshin molto pi&#249; si curo di se quello che si era presentato in quel luogo remoto dell’aldil&#224; alla testa di quello sparuto quanto valido gruppo di guerrieri. Doveva esserlo. Si era fatto carico di una grande responsabilit&#224;! Quanto si era imposto di fare dipendeva unicamente da lui, dunque doveva far ricorso a tutta la propria forza d’animo e la propria determinazione maturata tramite gli insegnamenti del Sommo in tutti quegli anni. Il tempo dei tentennamenti e delle esitazioni era finito, era per lui il momento di dare un senso alla sua natura di divinit&#224; e poter finalmente fare qualcosa di concreto per proteggere l’universo. “Infatti Pai Ku Han! Tu non lo hai mai visto combattere! Ma il nostro caro Kaiohshin sa il fatto suo… e in questi anni &#232; certamente diventato ancora pi&#249; forte!” conferm&#242; Darbula. “Hehe! Non mi abituer&#242; tanto presto al fatto che tu mi faccia dei complimenti Darbula! Non riesco ancora a credere che siamo fianco a fianco mossi da un fine comune! Ci&#242; mi porta a pensare che realmente tutto &#232; possibile!” disse Kaiohshin ridacchiando imbarazzato. Darbula lo fiss&#242; con sguardo rassicurante. “I miei poteri sono al tuo servizio!” afferm&#242; Darbula. “Gi&#224; e meno male… malgrado tu trattenga la tua aura ho gi&#224; intuito come tu sia molto pi&#249; potente di me!” ammise la divinit&#224;. L’unico del gruppo ad essere sempre rimasto in silenzio era Zeneyu, che si limitava a camminare lateralmente alla comitiva. Volendo far uscire il proprio nuovo alleato, da poco conosciuto, dal proprio stato di silenzio Kaiohshin gli si rivolse “Dimmi Zeneyu…” fece la divinit&#224;. “Prego, parli pure liberamente, mio signore!” sorrise il guerriero. “Dai Kaioh non mi ha spiegato le tue origini, in quanto ha ritenuto pi&#249; giusto che lo facessi tu… spero che voglia soddisfare questa mia curiosit&#224;!” chiese Kaiohshin. “Certamente…” acconsent&#236; semplicemente Zeneyu, e cos&#236; facendo inizi&#242; a raccontare la sua storia.

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                        • #13
                          EPISODIO 109: LA STORIA DI ZENEYU

                          Per comprendere le origini di Zeneyu, &#232; necessario compiere un viaggio nel tempo, fino a giungere a tempi remoti, un’epoca oscura, segnata dalla guerra tra i Kaiohshin e il mago Bibidi, una guerra che quest’ultimo stava riuscendo a vincere grazie alla propria invincibile arma, la massima espressione della magia nera di cui egli era un insuperabile maestro: Majin Bu. I Kaiohshin si erano resi conto nel modo peggiore di come, per molti anni, avessero colpevolmente sottovalutato i mortali, e uno di essi aveva finito con il mettere le mani su uno strumento che gli consentiva di porsi al di sopra delle divinit&#224; stesse. I cinque dei Kaioh si ritrovarono spiazzati e inermi innanzi ad una creatura tanto potente e crudele. Vani furono i loro sforzi di fermarlo. La bella Kaiohshin dell’Ovest e il saggio Kaiohshin del Nord caddero in un’esigua manciata di minuti, travolti dall’inarrestabile e oscura forza di Bu. Le cose andarono di male in peggio quando Kaiohshin del Sud, il pi&#249; potente tra tutti gli dei, venne assorbito dalla malvagia creatura. Se era vero che quell’assorbimento aveva causato una diminuzione della sua potenza, ci&#242; era stato compensato dall’ottenimento di una maggiore razionalit&#224;. L’alto e aitante Majin Bu con cui ci si trovava ad avere a che fare non era pi&#249; una belva feroce e assetata di sangue, ma una creatura dotata di intelletto e fortemente intenzionata a sterminare quanto restava della stirpe degli dei Kaioh.
                          Il Dai Kaiohshin si era reso conto come nemmeno lui sarebbe potuto riuscire dove Kaiohshin del Sud aveva fallito, e che anche in quella nuova forma Majin Bu restava troppo forte per lui. Era solo questione di tempo, e il demone di Bibidi avrebbe trovato e ucciso sia lui che il giovane Kaiohshin dell’Est, il meno potente tra le divinit&#224;, che lo stesso Dai Kaiohshin aveva dissuaso dall’andare ad affrontare il mostro. Sarebbe stata una follia, un gettare al vento la propria vita negandosi la possibilit&#224; di poter escogitare qualcosa di pi&#249; interessante in seguito. I Kaiohshin si trovavano a pagare il proprio isolamento e la propria incapacit&#224; di rendersi conto sino a che punto i mortali potessero padroneggiare il potere. Tutto era partito da ci&#242;… da un comune mortale! Un essere vivente, nato dall’evoluzione del creato che gli stessi, primissimi Kaiohshin avevano generato, e che era riuscito a ergersi al di sopra degli stessi creatori. Ci&#242; indusse il Dai Kaiohshin a una riflessione. Se Bibidi era riuscito a dar vita a una creatura tanto forte, era altamente probabile che, se ci avessero tentato, anche i Kaiohshin sarebbero riusciti a dar vita ad un individuo potentissimo, ed essendo loro delle divinit&#224;, era altamente probabile che il risultato avrebbe superato nettamente Bu. Quello che veramente mancava ai Kaiohshin era per&#242; il tempo. Bibidi aveva dedicato alla creazione di Majin Bu gran parte della sua secolare vita, accumulando l’energia sprigionata dagli innumerevoli conflitti e dalle continue battaglie che avvenivano nelle quattro galassie. La natura di Bu era peraltro il riflesso esatto dell’energia che gli aveva dato vita. Egli era un mostro scatenato e crudele, che neppure lo stesso Bibidi era totalmente in grado di controllare. Dunque anche questo rappresentava un problema non di poco conto. Che senso avrebbe avuto creare un mostro ancora peggiore di Bu? Nel migliore dei casi questo avrebbe eliminato Bu per poi non fare altro che proseguire l’opera di distruzione da egli stesso iniziata, per non parlare dell’eventualit&#224; che i due si potessero coalizzare. Dopo una lunga riflessione, Dai Kaiohshin si rese conto che se avesse dato vita ad una creatura tramite il convogliamento dell’energia positiva sprigionata dagli atti di generosit&#224; di altruismo e di amore per la giustizia, la propria creatura sarebbe stata caratterizzata proprio da questi connotati. Era vero che si trattava di qualcosa di astratto, a differenza dell’aura che veniva dispersa durante gli scontri, e che quindi Bibidi poteva sfruttare abbastanza agevolmente, ma proprio in questo entrava in gioco la superiorit&#224; di un essere superiore come un Kaiohshin. Dai Kaiohshin cre&#242; per l'appunto una sfera che fosse in grado di convertire in energia positiva la forza dei sentimenti di coloro che compivano quegli atti. Fu cos&#236; che venne creata una sfera, custodita in un luogo sicuro e remoto del Paradiso, in modo che Bibidi e Majin Bu non potessero trovarla. Ci sarebbe voluto del tempo prima che l’energia per svegliare quella creatura, Zeneyu appunto, fosse stata raccolta in quantit&#224; sufficiente, e non vi erano garanzie che gli dei sarebbero sopravissuti fino ad allora, ma almeno esisteva la speranza che un giorno Zeneyu avesse potuto svegliarsi e liberare autonomamente la galassia dalla funesta presenza di Majin Bu. Destino volle che, quando Dai Kaiohshin si rec&#242; da quello dell’Est per rivelargli dell’esistenza di Zeneyu, questi si trovasse proprio di fronte a Majin Bu. Il mostro lo aveva trovato. Non vi fu il tempo di parlare dunque! Dai Kaiohshin doveva assolutamente difendere il suo giovane compagno. Dopo un breve scontro la divinit&#224; venne sconfitta ed assorbita a sua volta dal mostro. Fu cos&#236; che Kaiohshin dell’Est non seppe mai dell’esistenza di Zeneyu. Il sacrificio del Dai Kaiohshin non fu per&#242; del tutto inutile, e il fatto che Majin Bu avesse avuto l’idea di assorbirlo era da considerarsi una fortuna. Il Majin Bu grasso che ne aveva avuto origine era infatti cos&#236; irriverente e impossibile da controllare, che Bibidi, sentendo come la sua vita fosse in costante pericolo con quell’essere in circolazione, decise di rinchiuderlo nella sfera. E fu cos&#236; che Kaiohshin dell’Est diede prova della propria scaltrezza e del proprio tempismo, attaccando il mago e uccidendolo, scongiurando quindi per sempre la possibilit&#224; che il mostro potesse essere risvegliato, almeno fino alla scoperta dell’esistenza del figlio di Bibidi: Babidy, ma questa &#232; un’altra storia. Fatto stava che, completamente dimenticato, e senza che nessuno sapesse della sua esistenza, Zeneyu continuava a svilupparsi assorbendo energia. Il processo per&#242; era molto lento, molto di pi&#249; rispetto a quello che aveva portato alla nascita di Bu, in quanto nella galassia gli atti di eroismo e generosit&#224; erano molto pi&#249; rari rispetto alle infamie e alla brama di potere. Ci&#242; era dimostrato dal fatto che quasi l’intero universo fosse assoggettato al dominio dei tiranni, nelle varie epoche. Per fare degli esempi recenti si possono citare Borjack e la famiglia dei Changeling. Negli ultimi anni, per&#242;, la crescita di Zeneyu sub&#236; un’accelerazione importante, frutto dei continui atti di generosit&#224; di un gruppo di persone straordinarie: i guerrieri Z. Zeneyu era cresciuto grazie ad atti di profondo coraggio ed eroismo, le cui immagini venivano direttamente convogliate nella mente della creatura, come modello di comportamento e come formazione del proprio carattere. L’apice era stato raggiunto quando Goku, dopo aver sconfitto i draghi malvagi, per poi partire assieme al Drago Shenron, senza curarsi del fatto che sarebbe potuto sparire per sempre, pur di ridare la vita a tutti gli innocenti morti per mano di quelle creature demoniache. Questa non era stata che la punta dell’Iceberg, che aveva fatto seguito ad altre azioni da parte dello stesso Goku, di Gohan, di Vegeta, di Piccolo… e di tanti altri guerrieri Z. Grazie a tutto ci&#242;, Zeneyu aveva potuto nascere. Per quei sette anni di pace che erano seguiti alla sconfitta di Li Shenron, Zeneyu era rimasto in Paradiso ad allenarsi per affinare le proprie tecniche combattive in attesa di poterle mettere in pratica. Il suo compagno di addestramento era Darbula, al contempo suo maestro e suo allievo. Maestro in quanto pi&#249; esperto e capace di insegnare molto in ambito combattivo e allievo in quanto Zeneyu era stato capace di controllare gli impulsi malvagi ancora presenti in Darbula, e che erano stati precedentemente sedati dalla trasformazione dell’ex signore degli inferi in qualcosa di totalmente alieno ai combattimenti, dalla personalit&#224; assolutamente stravolta. Con Zeneyu era per&#242; stato possibile per Darbula giungere ad una sintesi perfetta, riuscendo a tornare il guerriero di un tempo senza per&#242; essere nuovamente sedotto dal male e dalla brama di potere.

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                          • #14
                            Kaiohshin e Pai Ku Han ascoltavano sbalorditi le parole di Zeneyu. Una volta superato lo shock per la rivelazione, Kaiohshin non pot&#233; che rallegrarsi per quanto aveva appena sentito. “Quello che dici &#232; fantastico, Zeneyu! Se sei stato creato dal Dai Kaiohshin devi essere certamente potentissimo!” disse la divinit&#224;. “Lo &#232;! Lo &#232;! Glielo garantisco! Basti che lei pensi che rispetto a lui la mia potenza &#232; davvero poca cosa!” disse Darbula. “Accidenti!” comment&#242; stupito Kaiohshin, mentre anche Pai Ku Han, pur non dicendo una parola dava l’idea di essere molto colpito da quanto dichiarato da Darbula. “A Darbula piace esagerare…” comment&#242; con un sorriso Zeneyu. “Sar&#224;…” si limit&#242; a bofonchiare Darbula.
                            L’allegria della comitiva svan&#236; per&#242; all’improvviso. Il quartetto si ferm&#242; in prossimit&#224; di due grandi rocce poste ai lati del sentiero. Fu Pai Ku Han a prendere la parola “Nascondersi &#232; da codardi, e in questo caso totalmente inutile, dal momento che sappiamo percepire le vostre aure! Dunque venite fuori e fatevi vedere”. In breve, di fronte al gruppetto, apparve una piccola folla di personaggi dall’aria non certo amichevole. Si trattava certamente di guerrieri del Limbo, lo si poteva intuire dalla loro non trascurabile forza combattiva, maturata in secoli di allenamento in quella specifica zona dell’aldil&#224;. A parlare fu colui che stava alla testa del gruppo e dava l’idea di essere il capo.
                            “Chi siete? Non vi ho mai visti da queste parti! Presumo veniate dall’esterno… quel che mi chiedo &#232; come siate potuti giungere sino a qui!” disse questi. Era una creatura dall’aspetto umanoide, dalla pelle di colore simile a quello della corteccia d’albero, il suo fisico era abbastanza snello, e sul capo aveva delle bizzarre e sottili corna ricurve. Vestiva con un farsetto verde e dei pantaloni dello stesso tessuto e colore, e stringeva tra le mani una spada lucente, dalla lama bianchissima. Fu Pai Ku Han a replicare “E’ buona norma presentarsi se si tiene successivamente a sapere chi si ha di fronte” disse il guerriero del Paradiso. I due si guardarono negli occhi con aria decisa, in uno scontro di sguardi, una guerra psicologica preludio alla vera battaglia. Nessuno dei due voleva dimostrare insicurezza innanzi al rispettivo interlocutore. Nessuno dei due lasci&#242; tradire alcun tentennamento, ma per uscire da quella situazione di stallo, il guerriero del Limbo sorrise e disse “ Hai ragione, straniero… il mio nome &#232; Levin, e sono il guerriero pi&#249; forte del Limbo, eccezione fatta per i guardiani dei portali! Vi basti sapere questo! Ora… mi &#232; consentito sapere con chi ho il piacere di parlare? Non ritengo sia saggio da parte vostra abusare della mia pazienza” disse il guerriero che si era identificato col nome di Levin. Stavolta fu Kaiohshin a prendere la parola “ Mi sembra inutile nasconderlo! Io sono Kaiohshin il Superiore… e sono venuto per attraversare i portali che portano alla dimensione demoniaca!”. Levin e tutti coloro che lo accompagnavano rimasero sorpresi da questa rivelazione, il gruppo rumoreggiava, dal brusio del loro parlare trapelavano cose del tipo “Kaiohshin qui?”, “ Oh, vostra signoria si prende la briga di scendere tra noi indegni “, e altri commenti simili che spaziavano tra lo stupore e l’indignazione. “Vi sarei molto grato se ci lasciaste passare senza costringerci a combattere…” afferm&#242; Kaiohshin, malgrado il suo sguardo lasciasse intendere come, in caso contrario, sarebbe stato disposto a farsi strada anche con le maniere forti.

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                            • #15
                              EPISODIO 110: LA STRATEGIA DI ARIER

                              “Accidenti… &#232; ancora peggio di quanto pensassi… “ esclam&#242; Arier, assumendo un’espressione preoccupata. Crilin annu&#236; “ Percepisco cinque aure, quattro delle quali di dimensioni enormi… ma quella che veramente mi auguravo di non percepire &#232; l’altra! Quella pi&#249; grande e malvagia di tutti! Il fatto che Videl avesse incontrato solo Zangya mi aveva fatto sperare che si fosse posta autonomamente al servizio di Babidy… e invece non c’&#232; solo lei! Riconoscerei tra mille la diabolica aura di quel mostro di Borjack.” disse con tono grave il piccolo terrestre. “Borjack hai detto? Si tratta di quell’alieno che Gohan ha sconfitto molti anni fa?” chiese Goten. “Esatto… fu tuo fratello a eliminare Borjack dopo un duello all’ultimo sangue! Quindi preparati, Goten! Quel demonio non sar&#224; un avversario facile” spiego Crilin. “Hehe! Non c’&#232; bisogno che tu me lo dica, Crilin! Riesco a percepire distintamente la sua aura oscura! E mi rendo conto sin da ora che a confronto Cooler non era poi cos&#236; terrificante… ed &#232; inutile dire come la cosa non mi lasci per nulla tranquillo!” disse Goten sorridendo amaramente. “Non ti preoccupare cucciolo! Stavolta hai me e Arier dalla tua parte! Non dico che sar&#224; una passeggiata, ma vedrai che ce la faremo!” lo rincuor&#242; Elore. Goten arross&#236;. Non accadeva spesso che qualcuno lo chiamasse “cucciolo”! Del resto Elore aveva un carattere molto espansivo e aveva un’idea estremamente affettiva dell’amicizia. Era cos&#236; dolce! Nessuno avrebbe tuttavia mai dovuto commettere l’errore di sottovalutarla… in quanto Goten si era gi&#224; fatto un’idea piuttosto chiara su quanto forte lei sapesse essere in battaglia, e il figlio di Goku doveva confessare che con lei e Arier vicino si sentiva decisamente pi&#249; sicuro.
                              “E cos&#236; si chiama Borjack…” mormor&#242; tra se e se Arier, avendo appena udito il nome di colui che era portatore della forza combattiva che aveva da subito attirato la sua attenzione. Quindi assunse un tono convinto “Lo affronter&#242; io! Sar&#224; uno scontro impegnativo, ma ritengo di essere l’unico ad avere concrete possibilit&#224; di batterlo! Quello che realmente mi preoccupa &#232; la presenza di altri quattro guerrieri molto pericolosi! Se ci attaccano tutti e cinque avremo ben poche possibilit&#224;” disse lo zefiriano. “Sembra che non ci sia modo per raggiungere la base di quello schifoso essere che voi chiamate Babidy, senza doverli incontrare!” constat&#242; Elore. “Gi&#224;… dovremo per forza affrontarli! “ disse Videl, non certo entusiasta all’idea di affrontare di nuovo Zangya o comunque qualcuno dalla forza simile alla sua.
                              Ad un certo punto i cinque nemici furono ben visibili dinanzi al gruppetto, nessuna volont&#224; di tendere un agguato, ne esitazione nello scoprirsi sfidando apertamente i difensori della Terra. Borjack e i suoi scagnozzi sembravano estremamente sicuri della loro superiorit&#224;. Oramai le due fazioni erano l’una di fronte all’altra. Da una parte i due zefiriani Arier ed Elore, il mezzo saiyan Goten, e il trio di terrestri composto da Crilin, Tenshinhan e Videl. Di fronte a loro vi erano invece Borjack, Bido, Bujin, Gokua e Zangya. “Cosa vedono i miei occhi!” esclam&#242; con falso stupore, colmo di sarcasmo, Borjack “ Un gregge di agnellini che si avventura volontariamente nella tana del lupo! Tsk! Dovete essere completamente pazzi! E alcuni di voi…” disse poggiando lo sguardo su Crilin e Tenshinhan, che riconobbe in quanto avevano provato ad opporsi a lui anche la prima volta in cui aveva tentato di conquistare la Terra “… pure recidivi!”. I due terrestri si misero sulla difensiva, cosa che, inutile dirlo, non fece altro che divertire ulteriormente Borjack. Quindi il demone osserv&#242; gli altri guerrieri, cercando di farsi un’idea della grandezza delle rispettive aure. Il diabolico essere inclin&#242; leggermente la testa da un lato con aria dubbiosa, dunque si volt&#242;, lasciando interdetti Arier, Elore e Goten. “Io non mi sporco le mani con questa feccia… soprattutto considerando che Babidy vuole che non li uccidiamo subito!” disse Borjack. Goten ringhi&#242;… chi si credeva di essere quel pallone gonfiato per chiamarlo “feccia” ? Il saiyan stava per reagire d’istinto, quando Arier gli fece cenno di controllarsi. Elore era rimasta in silenzio ad osservare i cinque loschi figuri che le si trovavano innanzi, soffermando in particolare la sua attenzione sulla donna del gruppo, nonch&#233; colei che, dei cinque, sembrava la meno coinvolta emotivamente dalla vicenda. Del resto Zangya si era trovata costretta dalla superiorit&#224; di Borjack a tornare a far parte dello schieramento del malvagio cognato, tuttavia continuava a essere sempre pi&#249; tormentata dai dubbi e dalle incertezze. Non si poteva dire che la misericordia di Borjack l’avesse pi&#249; di tanto convinta… non era affatto sicura di potersi ancora fidare di lui. Purtroppo era altres&#236; vero che la donna non aveva particolari alternative. Borjack era l’unica figura di riferimento della sua vita, e quando si era illusa di aver trovato un’alternativa in Babidy il fato aveva beffardamente fatto in modo che i due si coalizzassero. Dunque era quello il suo destino di met&#224; di un qualcosa di unico rappresentato dalla perduta unione tra lei e Zardock e che non poteva vivere se non appoggiandosi ad altri? “Tu devi essere Zangya…” disse Elore facendo sussultare la zardiana. Solo in quel momento Zangya usc&#236; dai suo rimuginare prestando attenzione a colei che aveva di fronte. Elore era innanzi a lei, con le braccia incrociate e i capelli mossi dal vento, allo stesso modo del proprio lungo mantello. “Sono a conoscenza di cosa tu abbia fatto alla mia amica Videl… non si fa cos&#236;, sai?”. Zangya rimase interdetta. Del resto succedeva speso che i modi affabili e per nulla minacciosi di Elore disorientassero gli interlocutori. “Beh? E dunque? Cerchi rogne?” chiese Zangya assumendo un tono minaccioso “Diciamo che mi sembra una cosa pi&#249; giusta da parte tua usare le tue forze per affrontare qualcuno che possa tenerti testa piuttosto che per accanirti su chi non pu&#242; difendersi…” rispose Elore con il solito fare serafico. Zangya sorrise “E cos&#236; pensi di potermi tenere testa? Con quel livello non credo proprio… sei un po’ meglio di Videl, ma da qui a sperare di potermi battere il passo non &#232; affatto breve come tu, a quanto pare, sei portata a pensare”. “Beh, buon per te, no?” si limit&#242; a rispondere Elore. Zangya era palesemente a disagio. Non aveva mai incontrato qualcuno come Elore. Non vi erano ne rabbia ne risentimento nel suo modo di porsi. Il suo tono era flemmatico e tranquillizzante, quasi una ninna nanna, che dava una sensazione piacevole alla propria interlocutrice. Zangya la fiss&#242; negli occhi… era cos&#236; diversa! Era abituato a leggere l’odio nello sguardo di chi la sfidava, il sentimento che concerne a chi si trova di fronte ad un demone.

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